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Collaborare senza mai vedersi: il telelavoro in una virtual organization transnazionale

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“Primo, i processi di produzione trascendono i confini di una singola ditta, e pertanto non sono controllati da una singola gerarchia aziendale. Secondo, e forse come conseguenza, i processi di produzione sono flessibili, con diversi attori coinvolti in tempi diversi. Terzo, le parti coinvolte nella produzione di un singolo prodotto sono spesso geograficamente disperse. Da ultimo, data questa dispersione geografica, il coordinamento dipende pesantemente dalle reti telematiche, più che dagli spostamenti fisici delle persone coinvolte.” Questa definizione ben si adatta a descrivere una particolare modalità di produzione di beni, e con buona approssimazione è rintracciabile nella letteratura specialistica di stampo ingegneristico, (Herbsleb, Grinter, 1999; Grinter, Herbsleb, Perry, 1999), ma a mio avviso non è la più adeguata a descrivere Virtual Organization fornitrici di servizi, quale quella che ho analizzato in questa ricerca. Pertanto si è preferito fare riferimento alla definizione che i curatori del suddetto numero di JCMC hanno tratto dalla meta-analisi della letteratura manageriale sul tema: “Una Virtual Organization è un insieme di entità geograficamente distribuite, funzionalmente e/o culturalmente diverse, che sono collegate da forme di comunicazione elettronica, e che si affidano a relazioni laterali (versus gerarchiche) e dinamiche per il proprio coordinamento.” (DeSanctis, Monge, 1998) Continuando nella loro analisi, questi Autori segnalano come le Virtual Organization siano spesso descritte come ricche di legami esterni (Coyle e Schnarr, 1995), gestite attraverso team che vengono assemblati e dissolti secondo bisogno (Grenier, Metes, 1995; Lipnack, Stamps 1997) e costituite di persone fisicamente distanti l’una dall’altra (Clancy, 1994; Barner 1996). Il risultato, nella sua forma più “pura” sarebbe “(…) «un’impresa senza pareti» (Galbraith, 1995), che agisce come una «rete collaborativa di persone» che lavorano assieme, a prescindere dalla loro posizione geografica e da chi le «possiede» (Bleeker, 1994; Greiner, Metes, 1995; Hedberg, Dahlgren, Hansson, Olve, 1997)” (Desanctis, Monge, 1998) Le relazioni all’interno di questo tipo di organizzazioni tendono ad essere contrattuali piuttosto che tradizionali, con una maggiore flessibilità di ruoli, compiti, responsabilità che si traducono il quella che Mowshowitz (1994) chiama

Anteprima della Tesi di Paolo Brunello

Anteprima della tesi: Collaborare senza mai vedersi: il telelavoro in una virtual organization transnazionale, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Paolo Brunello Contatta »

Composta da 290 pagine.

 

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