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Il marketing degli stadi di calcio in Europa: il caso dell'Amsterdam Arena

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10 La tipologia di gestione più diffusa in Italia è la gestione in concessione, che si ha quando l’ente pubblico affida a terzi la gestione di uno o più servizi, attraverso la definizione di un contratto e riservandosi il potere di indirizzo e controllo sui risultati raggiunti. E’ una forma di gestione che potrebbe risultare valida sia sotto l’aspetto funzionale che economico, anche se, tuttavia, i casi di eccellenza sono pressoché assenti, permettendo di sollevare l’Amministrazione da una serie di problemi organizzativi cui spesso non è grado di provvedere. La gestione tecnica è operata direttamente dal Comune ed è affidata a terzi la sola gestione organizzativa, compresi eventualmente una parte degli oneri della manutenzione ordinaria. L’affidamento a terzi deve essere regolato da opportune convenzioni stipulate tra il privato e il Comune o un altro Ente pubblico, che specifichino gli oneri a carico dell’una e dell’altra parte. Nella Convenzione può anche essere stabilito che la piccola manutenzione sia a carico di coloro che gestiscono l’attività, mentre la manutenzione straordinaria o comunque la più rilevante viene assunta dal Comune, ovvero che tutti gli oneri siano a carico del Comune. Il soggetto proprietario per eccellenza, almeno in Italia, dell’impianto sportivo è il Comune. Il legislatore, fin dal 1977, individuò in esso l’organo costituzionale principe a cui demandare la gestione dell’impiantistica sportiva sita sul territorio da esso amministrato. 1.2. “Il problema della sicurezza” Nel calcio moderno due must che, necessariamente, richiedono particolare attenzione e investimenti da parte dei club di tutto il mondo sono costituiti dalla safety e dalla security degli spettatori presenti allo stadio. In Italia, se si eccettuano Como, che ha effettuato lavori circa un anno fa per rispondere alle esigenze di capienza della serie A, e Modena, che ha ristrutturato il vecchio stadio portando la capienza a 20.500 posti contro i 17.000 della scorsa stagione, la quasi totalità delle strutture della massima serie non registra da anni lavori di restauro e adattamento alle nuove norme di sicurezza. Il “Renato Curi” di Perugia non subiva interventi da circa 20 anni (il presidente Gaucci, l’anno scorso, aveva minacciato il Comune di andare a giocare a Firenze se non ci fossero stati interventi di rinnovamento, portati a termine, comunque, all’inizio dell’attuale stagione).

Anteprima della Tesi di Francesco Cuzzupoli

Anteprima della tesi: Il marketing degli stadi di calcio in Europa: il caso dell'Amsterdam Arena, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Francesco Cuzzupoli Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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