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Aspetti e momenti del pensiero medico antico e medievale con particolare riguardo ai Consilia ed ai Regimina

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14 Socrate in prossimità della morte: "O Critone, siamo ancora in debito di un gallo ad Asclepio. Dateglielo e non dimenticatevene. " 45 ) , in attesa di sdraiarsi nell' Abaton, dove durante la notte, Asclepio appariva in sogno indicando rimedi adatti, o guarendo direttamente 46 . Le testimonianze di stele e lapidi rinvenute ad Epidauro portano 44 esempi di guarigione, in seguito alle quali i beneficiari dovevano fare un' offerta e, se non la effettuavano, rischiavano di soccombere alle ire del dio. Gradualmente le guarigioni dei santuari, inizialmente per lo più spesso opera di fenomeni autosuggestivi del malato, alle quali, comunque dobbiamo dare atto della presenza di un elemento di fede, tendono a diventare anche il frutto della crescente competenza dei sacerdoti anche in ambito dietologico e medicinale 47 . Teniamo conto che nel II sec. d. C., quando Galeno si fa promotore di nuove frontiere della medicina per così dire "laica", templi dedicati ad Asclepio sono ancora presenti. Nelle opere di Omero si era gia' peraltro esaltato il medico in quanto uomo di valore, e qui, oltre alla concezione teurgica per cui la malattia e' castigo divino, troviamo anche nozioni di chirurgia, e l'accenno a farmaci di origine naturale. Accade a volte, inoltre, nella letteratura omerica 48 , che l'uomo attiri a se la collera di un dio, il quale non si fa scrupoli nello scatenare pestilenze o epidemie, come nel caso di Apollo che colpisce la tribu' di Agamennone, il quale si e' rifiutato di restituire al padre la bella prigioniera Criseide; ed in tal caso il popolo si pone nelle mani del sacerdote divinatore, per conoscere come placare la collera del dio 49 . Nell' Iliade sono anche menzionati Podalirio e Macaone, figli di Asclepio e considerati guaritori (iatròi), di grande prestigio. La malattia rimane connessa per lo piu' con la dimensione del sovrannaturale, salvo il caso che si tratti di ferite provocate durante i combattimenti, su cui si deve intervenire praticamente 50 . Nell' Odissea c'e' l'accenno ai guaritori di mali (iètera), che rientrano nella categoria dei "demiurghi", ossia degli artigiani, e viene citato il nepente , usato da Elena : "...nel dolce vino, di cui bevean, farmaco infuse contrario al pianto e all'ira e che l'oblio seco inducea d'ogni travaglio e cura.." 51 . Anche in altri autori, come Esiodo, troviamo presenti, nel suo poema Le opere e i giorni, alcune prescrizioni di carattere "salutistico", seppur legate a certe forme di superstizione, come "non orinare in piedi stando in faccia al sole", o "non procreare di ritorno da un infausto funerale" 52 . Teniamo in considerazione che Esiodo dà molta importanza al concetto di giustzia (Dike), che l'infrazione alla legge divina appare a lui come violenza (hybris), che quindi dovrà essere espiata 45 cfr. G. Cosmacini, op. cit., p. 52 e cfr. Platone, Fedone, 118 a, in AA.VV. Platone, Tutte le opere.Vol I ; trad.it di G.Giardini , Newton, Roma 1997, p. 259. 46 La guarigione tramite incubazione e' citata nel Pluto di Aristofane e nelle Orazioni sacre di Aristide, (II sec.d.C.) . 47 cfr. G. Cosmacini, op. cit., p. 54. 48 cfr. Omero, Iliade, trad it di R.C.Onesti, Einaudi, Torino 2972, p. 3. 49 cfr. G. Cosmacini, L'arte lunga. Storia della medicina dall'antichita' ad oggi. , Laterza, Bari 1997, Le origini, p. 9 . 50 L'Iliade riporta la descrizione di 147 ferite.cfr. G.Cosmacini op. cit. p. 9. 51 Odissea IV, 282-300. 52 cfr. G.Cosmacini, op. cit., p. 12.

Anteprima della Tesi di Paolo Milanesi

Anteprima della tesi: Aspetti e momenti del pensiero medico antico e medievale con particolare riguardo ai Consilia ed ai Regimina, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Paolo Milanesi Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

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