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Problemi e prospettive della disciplina delle banche popolari

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15 Sin dal principio, la nascita delle banche popolari ha avuto come obiettivo, rispetto alle altre forme di erogazione del credito, istanze più strettamente economiche, vale a dire la dinamica economica che mobilita le attività di trasformazione nelle città e che richiede disponibilità di capitali. Possidenti, artigiani e piccoli imprenditori in molte città d’Italia mettono assieme parte dei propri risparmi con i quali costituire la Banca Popolare. Le popolari diventano subito l’istituto di credito di riferimento per una collettività locale, capace di offrire quella disponibilità di fondi utili ad acquistare materie prime da trasformare, a pagare gli stipendi e i salari ai dipendenti nella fase di transizione dalla produzione alla vendita dei prodotti, a disporre di capitale per investimenti nelle proprie attività 13 . Da subito dunque le banche popolari rappresentano un punto di riferimento per lo sviluppo dell’economia locale, e per questo si caratterizzano come banche locali. La tendenza alla concentrazione e alla creazione di gruppi bancari ha progressivamente allontanato dai mercati finanziari le piccole banche locali, che si sono ritagliate ruoli di nicchia all’interno del panorama finanziario. Con il recepimento della seconda direttiva Europea, le banche cooperative restano le uniche banche locali. Nel leggere le norme del Testo unico bancario si rinviene la definizione del localismo solo per quanto riguarda le banche di credito cooperativo, dove si individua uno stretto legame tra i soci dell’istituto, la loro residenza su un determinato territorio che è quello di competenza della banca e il legame preferenziale che la banca nella sua concreta operatività deve avere con i propri soci 14 . È questo l’unico riferimento al criterio del localismo nell’ambito delle norme del Testo unico, che sottolineano come la specialità della disciplina delle banche di credito cooperativo sia proprio da ricercarsi nel localismo. Secondo la dottrina prevalente, e secondo la normativa di vigilanza della Banca d’Italia in ordine all’autorizzazione alla costituzione di nuove banche, si può considerare che esista un legame tra attività d’impresa e settore geografico non solo 13 Fanfani, “Etica e bisogno economico: dai Monti di Pietà alla banca moderna”, Alle origini della banca: etica e sviluppo economico, a cura di Fanfani, Roma, Bancaria Editrice, 2002. 14 Artt. 34, 2° comma e 35, Testo unico bancario.

Anteprima della Tesi di Carolina Deandrea

Anteprima della tesi: Problemi e prospettive della disciplina delle banche popolari, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Carolina Deandrea Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.