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La comunione dei beni: dalla primitiva comunità cristiana al mercato economico e all'Economia di Comunione

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Capitolo primo 12 e – come conseguenza – della povertà e della ricchezza. Le attese della gente che lo ascolta, come abbiamo visto, sono legate a problemi molto materiali ed urgenti. A tali problemi, il Maestro non dà una soluzione contingente (che, proprio perché tale, sarebbe stata provvisoria e avrebbe portato ad altre crisi), poiché costruisce il suo “edificio” sul terreno dello Spirito e in vista dell’eternità. Ma se non risolve direttamente la questione, illumina la mente dell’uomo sulla causa prima del problema, dando a lui la possibilità di risolverlo. Egli insegna che la cupidigia dei ricchi nasce da una sostanzialmente erronea idea della ricchezza, fatta, da strumento, fine: idea che va capovolta. Da una società che considera suo scopo il guadagno, Gesù vuole far nascere una società – il Regno di Dio – che considera suo mezzo il guadagno: mezzo per stabilire l’uguaglianza, per alimentare la fraternità, per costruire l’unità del Corpo Mistico. Egli dice a tutti che la ricchezza non è fine a se stessa, perché fine ultimo è la salvezza dell’anima, da raggiungere insieme nel Regno.

Anteprima della Tesi di Francesco Tortorella

Anteprima della tesi: La comunione dei beni: dalla primitiva comunità cristiana al mercato economico e all'Economia di Comunione, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Teologia

Autore: Francesco Tortorella Contatta »

Composta da 167 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.