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L'intelligence nel XXI secolo: analisi e prospettive

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7 bensì da una sorta di “grande visione del mondo” al di là degli schieramenti ideologici costituiti. Per non parlare poi del mitico James Bond 3 , ovvero la spia per antonomasia, almeno nella sua trasposizione cinematografica e romanzata. Egli rappresenta il volto affascinante e affabile dell’intelligence occidentale, e allo stesso tempo la grande capacità tecnica e tecnologica al servizio del “Grande Gioco”. Sicuramente un personaggio del genere non rispecchia la realtà dell’intelligence occidentale contemporanea, ma è indubbia l’influenza che esso ha avuto nel sedimentare nelle coscienze dei cittadini di vaste aree del mondo l’immagine della superiorità occidentale nel campo dell’intelligence. Probabilmente il fatto che i romanzi di James Bond e i film che lo vedono come protagonista abbiano un fortissimo seguito di pubblico confermano la bontà di una tale operazione di marketing aziendale che comunque, e seppur con le dovute cautele, ha permesso ai Servizi Segreti atlantici di presentarsi agli occhi del mondo con un’immagine di veri e propri eroi al servizio del mondo libero e della libertà, sempre all’avanguardia nello sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e nell’impiego di futuristici gadget in grado di incrementare in maniera esponenziale le capacità umane. Sarebbe, tuttavia, un errore confondere una tale rappresentazione della realtà dell’intelligence con la realtà vera e propria, la quale è notevolmente diversa da tutto quanto proposto come “vero” ma che, in ultima analisi, è soltanto il prodotto di un fenomeno culturale e di costume. In altre parole, l’attività d’intelligence non si sviluppa attraverso le intuizioni e le capacità di un uomo solo, seppur altamente motivato e addestrato, ma è il risultato di un serio lavoro d’analisi e di cooperazione di più individui, spesso persone comuni, ben lontane dall’immagine bondiana e più vicine a quella dell’uomo qualunque, che passa inosservato, che non affascina e non intriga. L’operatore d’intelligence nel mondo attuale è un abile professionista che ha ricevuto una formazione di altissimo livello, che possiede una vasta conoscenza in settori specifici d’analisi, che si avvale di strumenti informatici e tecnici per raccogliere e discriminare informazioni, che le elabora e le processa con rigore scientifico e capacità di collegare insieme persone, luoghi e accadimenti di natura spesso diversa e apparentemente senza 3 Ricordiamo che il “papà” di questo personaggio è lo scrittore inglese Ian Fleming, a sua volta già spia al servizio di Sua Maestà nelle fila del Centro Informazioni della Marina britannica (Naval Intelligence Departement - NID) durante il secondo conflitto mondiale.

Anteprima della Tesi di Luigi Valentini

Anteprima della tesi: L'intelligence nel XXI secolo: analisi e prospettive, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luigi Valentini Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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