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La nuova disciplina delle invenzioni dei pubblici ricercatori

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12 aumentare la concorrenzialità di quest’ultime. La nuova disciplina delle invenzioni dei pubblici ricercatori, nelle intenzioni del legislatore, intende andare in questa direzione 19 . L’ efficienza del trasferimento tecnologico tra ricerca pubblica e mercato si ricollega senza alcun dubbio alla tutela dell’interesse collettivo all’innovazione. Se è vero, infatti, che l’art. 35 della Costituzione tutela il lavoro in tutte le sue <<forme e applicazioni>> facendo optare per le ragioni dell’autore, inteso in senso lato, della creazione, è vero anche che l’art. 9 della stessa Carta Costituzionale, tra i principi fondamentali della repubblica pone la promozione della cultura e della ricerca scientifica e tecnica 20 . Il problema della allocazione dei diritti derivanti dalla creazione intellettuale, in particolare dalle invenzioni industriali, incide profondamente su questa finalità. Potremo avere un sistema di trasferimento di conoscenze più o meno efficiente a seconda che la titolarità sia posta in capo a certi soggetti piuttosto che in capo ad altri. E’ questo uno dei nodi fondamentali della nuova disciplina delle invenzioni dei pubblici ricercatori la cui principale novità consiste nell’aver attribuito all’inventore il diritto ad ottenere il brevetto, probabilmente in linea con questo scopo. 19 Per esempio in CESARONI, PICCALUGA. Patenting Activity of european universities. Relevant? Growing? Useful, SPRUnet Conference, Bristol (UK), 21-23 march 2002, gli autori evidenziano sulla base dei dati relativi alla attività degli e.p.r. italiani negli ultimi 20 anni come nel 2001, anno della riforma, si sia avuto un incremento dei brevetti dopo una caduta libera a partire dal 1989. Secondo gli autori << è rilevante collegare questo dato con gli aspetti istituzionali relativi alla legislazione sui brevetti di origine accademica… è noto che in Italia si sta attraversando in quest’ultimo periodo una fase particolarmente vivace con riferimento alla normativa che disciplina i brevetti universitari. L’art. 7, comma 1, L 383/2001 ha introdotto un’innovazione fondamentale…>> 20 Questo aspetto non è certo sfuggito a VANZETTI, DI CATALDO, Manuale di diritto Industriale, seconda edizione, Milano, 1996, pag 364-365, nel quale si critica fortemente l’attribuzione allo Stato delle ricerche finanziate dallo Stato ex art. 3 legge 11 novembre 1986 n. 770. In particolare si dice nel manuale:<<Alla luce della esperienza straniera, si puo’ dubitare della assennatezza di regole (…) che attribuiscono allo stato la titolarità delle invenzioni.(…) Da tali regole deriva, infatti, una cronica sottoutilizzazione di queste invenzioni (…) non esiste una normativa che favorisca il passaggio delle tecnologie brevettate dallo stato al sistema delle imprese.>>. Il manuale nell’ultima edizione, la quarta, adotta un orientamento di attesa rispetto ai risultati delle nuove discipline sui contratti di ricerca. <<E’ da sperare che allocando i diritti di brevetto direttamente in capo ai ricercatori si possa perseguire una più effettiva utilizzazione delle invenzioni>>. VANZETTI, DI CATALDO, Manuale di Diritto Industriale, quarta edizione, Milano, 2003, pag. 383
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Informazioni tesi

  Autore: Paolo Maddaloni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Francesco Barachini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 97

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Parole chiave

creazioni intellettuali
invenzioni
opere dell'ingegno
privative industriali
pubblici ricercatori
diritto d'autore
diritto industriale
invenzioni del dipendente
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