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La conciliazione lavoro-famiglia in Italia e in Europa: buone pratiche aziendali

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12 contribuito alla crescita dell’occupazione femminile. Dall’altro, la forte riduzione occupazionale maschile nei settori e nelle professioni meno dinamiche dell’economia, come ad esempio le professioni socio- assistenziali, ha notevolmente allargato il divario con la crescita della componente femminile. Dalla lettura dei dati statistici si può vedere che, in questi ultimi anni, la centralità assunta dalle donne quali protagoniste del cambiamento che sta caratterizzando il mondo del lavoro. Infatti, la terziarizzazione dell’economia italiana, da un lato, e, la più ampia articolazione dei contratti e degli orari di lavoro, dall’altro, hanno favorito l’aumento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Le donne sono state capaci di cogliere le nuove opportunità di lavoro derivanti da una domanda più aderente alle loro esigenze e sono riuscite a proporsi sempre più frequentemente in posizioni di maggiore e diretta responsabilità, assumendo pian piano qualifiche sempre più elevate. I dati Istat mostrano che esiste e perdura, tuttavia, una marcata asimmetria nella situazione lavorativa di uomini e donne nel nostro mercato del lavoro. L’Italia è uno dei paesi sviluppati con il più basso livello di occupazione femminile e la maggiore distanza fra i tassi di attività maschili e femminili. Considerato che, nel 2002, le donne presenti sul mercato del lavoro erano circa otto milioni e duecentomila unità e rappresentavano poco più di un quarto dell’intera popolazione femminile italiana, che, viceversa tra la popolazione maschile circa la metà apparteneva alle forze di lavoro, ciò significa

Anteprima della Tesi di Gabriele Crepaldi

Anteprima della tesi: La conciliazione lavoro-famiglia in Italia e in Europa: buone pratiche aziendali, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gabriele Crepaldi Contatta »

Composta da 230 pagine.

 

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