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Arte concettuale 1966-1975. Aspetti neurofisiologici e logici

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9 Capitolo I-Immagini e modelli La pirramide sarà figura di uno corpo dalla cui base tutte le linee diritte tirate su terminano ad uno solo punto. La base di questa pirramide sarà una superficie che si vede. Leon Battista Alberti, De pictura, 1436. I.1.-Le forme del tempo Nel suo libro La forma del tempo (Kubler, 1976), George Kubler delinea una teoria formalistica di interpretazione della storia. Egli sviluppa (a partire dalle idee già esposte dal suo maestro Henry Focillon nel suo classico La vita delle forme; Focillon, 1945) l’idea che ad una forma sia legato un ben determinato problema concreto (di natura pratica). Col binomio sequenza formale si intende un insieme di soluzioni rappresentative e/o costruttive che possano collaborare a risolvere un determinato problema; ma Kubler non discute soltanto dei problemi legati alla produzione di opere d’arte. Anche nella realizzazione di utensili per i più vari lavori, si tratta di trovare una giusta forma per uno specifico problema. Si evidenzia insomma lo strettissimo rapporto che, giusta la realtà, sempre esiste tra una forma ed un contenuto e il valore di questo rapporto per il metodo della storia dell’arte. La storia consta di serie, vale a dire insiemi di materiali riunibili per un comune fine, che è quello di rappresentare, singolarmente presi o considerati insieme, determinate soluzioni a taluni problemi formali. L’interpretazione di Kubler è vieppiù utile quando si tratti di dover spiegare il problema dello stile non in senso puramente storicistico o, all’opposto, meramente estetico, ma se ne vogliano anzi cogliere insieme e le ragioni di natura pratica, e le ragioni di ordine spirituale e poietico. La storia di un’arte (quale la pittura, la scultura, l’architettura) è vista quindi, con uno spirito di ricerca che molto mutua dal metodo archeologico, come un’insieme di nodi di soluzioni succedentisi. Una serie può protrarsi a lungo nel tempo, dar forma, appunto, al tempo; può anche estinguersi; oppure continuare il suo percorso a sbalzi. Quel che conta è che per poter rappresentare o per costruire, ci sia la necessità di rifarsi ai risultati che ci precedono, riproponendone le soluzioni e, possibilmente, aggiornandole: qualora un artista venga ad imbattersi in un determinato problema formale (ad esempio, di rappresentazione dello spazio), egli dovrà ripercorrere le tappe di chi lo ha preceduto e ha lasciato considerevoli soluzioni per la risoluzione di quel problema, prima di poter apportare il suo personale contributo alla serie. Ne viene fuori un’immagine della storia materiale, che lungi dall’essere idealmente unitaria e monodirezionale, si compone di tante trame significative e funzionali interrelantisi. Un’invenzione è il frutto di un genio, il quale però non opera mai da solo; se la storia crea una grande invenzione, non è mai un uomo isolato a farlo. Gli accessi favorevoli
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Arte concettuale 1966-1975. Aspetti neurofisiologici e logici

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Bianchi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia dell'Arte Contemporanea
  Relatore: Antonella Sbrilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 167

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arte
arte contemporanea
neurofisiologia
piero manzoni
wall drawings
yves klein
storia dell'arte contemporanea
arte concettuale
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