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Ricostruzione spaziale delle principali idrostrutture interessate da intrusione marina mediante metodologie geostatistiche in acquiferi carsici costieri fortemente anisotropi

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“Ricostruzione spaziale del campo di trasmissività e caratterizzazione delle principali idrostrutture interessate da intrusione marina mediante l’impiego di metodologie geostatistiche in acquiferi carbonatici costieri fortemente anisotropi” 1.4 L’eterogeneità del mezzo come problema principale: l’inevitabile incertezza, l’elevata variabilità e le tecniche stocastiche La maggior parte dei casi di contaminazione studiati negli ultimi decenni sfuggono da una completa comprensione del fenomeno stesso, sia a causa della loro complessità che dell’impossibilità pratica di acquisire la quantità di dati necessaria ad una compiuta descrizione di ogni caso incontrato. E’ pertanto di primaria importanza definire una procedura di studio ed intervento che possa essere applicata con flessibilità a diverse situazioni, e faccia buon uso delle informazioni disponibili. Un approccio multidisciplinare è spesso necessario, richiedendo contributi da campi di studio apparentemente contigui ma purtroppo ad oggi spesso troppo distanti. Come già sottolineato, si può affermare che l’Idrogeologia dei contaminanti è condizionata da valori estremi dei parametri fisici (per esempio, della trasmissività) piuttosto che dai loro valori medi. Questa evenienza fa cambiare radicalmente l’approccio dell’idrogeologo, che ora deve rivolgersi non più allo studio quantitativo della risorsa quanto piuttosto all’aspetto qualitativo. La teoria delle variabili aleatorie regionalizzate, detta anche geostatistica, deve il suo sviluppo alla scuola francese dell’Ecole des Mines di Fontainbleu, agli inizi degli anni settanta e ad opera di Matheron [Journel and Huijbregts,1978]. Ad onor del vero, la teoria di campi casuali, prima che nel campo delle scienze della terra, fu introdotta dalla scuola russa [Yaglom, 1957] ed ha importanti predecessori nel lavoro di Wiener e Kolmogorov. Se le variabili di interesse vengono pensate come variabili aleatorie, le classiche equazioni del continuo, per flusso e trasporto in mezzi porosi, divengono equazioni differenziali casuali, ovvero stocastiche. Queste equazioni sono risolte, di solito, con metodi approssimati e danno soluzioni in termini probabilistici. In questo modo l’incertezza sui parametri caratteristici dell’acquifero e sullo svolgersi del fenomeno fisico nel suo complesso si riflette, e Capitolo I – Il problema del degrado qualitativo delle acque sotterranee 13

Anteprima della Tesi di Domenico Santoro

Anteprima della tesi: Ricostruzione spaziale delle principali idrostrutture interessate da intrusione marina mediante metodologie geostatistiche in acquiferi carsici costieri fortemente anisotropi, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Ingegneria

Autore: Domenico Santoro Contatta »

Composta da 196 pagine.

 

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