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Il bilancio delle aziende sanitarie

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6 CAPITOLO I L’EVOLUZIONE DELLA DISCIPLINA ITALIANA DELLE ASL 1. L’istituzione del SSN 3 L’approvazione della legge n. 833 del 23 dicembre 1978 4 , istitutiva del Servizio sanitario nazionale, ha costituito uno degli eventi politico-sociali più rilevanti di questi ultimi anni. Con tale legge l'Italia è passata da un sistema sanitario mutualistico 5 , il quale non offriva adeguate garanzie di assistenza a tutti i cittadini, al Sistema sanitario nazionale basato sui principi dell’universalità del servizio, dell’uguaglianza delle prestazioni, 3 Dal sito www.archivioceradi.luiss.it : Riflessioni sulla riforma del Servizio Sanitario, 1999, di Pia Maria Funari. 4 Ai sensi dell’art. 1, comma 3, della L. 833/1978 il Servizio Sanitario nazionale è costituito dal “ complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinate alla promozione, al mantenimento e al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo le modalità che assicurino l’eguaglianza dei cittadini nei confronti del Servizio. L’attuazione del Servizio sanitario nazionale compete allo Stato, alle Regioni e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini”. L’orientamento delle successive normative di riforma sanitaria – D.Lgs. 502/1992 e D.Lgs. 229/1999- alla regionalizzazione dell’organizzazione del Servizio Sanitario, dapprima accennato con D.Lgs. 502/1992, ha trovato consacrazione nel D.Lgs. 229/1999 che, senza abrogare la previsione dell’art. 1 comma 3 della L. 833/1978, definisce il Servizio Sanitario Nazionale, quale complesso delle funzioni e delle attività assistenziali dei Servizi sanitari regionali e delle altre funzioni e attività svolte dagli enti ed istituzioni di rilievo nazionale. Cfr. Sangiuliano R., La riforma sanitaria ter, Esselibri, Napoli, 1999 5 L’istituzione del SSN ha consentito la sostituzione di un’organizzazione estremamente frammentaria, che prevedeva una disorganica attribuzioni di competenze fra enti ed organismi diversi, con un sistema coordinato in maniera organica. Il legislatore nell’ottica della legge n. 833/78, aveva messo in evidenza alcuni limiti del vecchio sistema: • L’assenza di collegamenti tra assistenza ambulatoriale, domiciliare e ospedaliera, con duplicazione di interventi e dispendio di risorse umane e materiali; • La frammentazione del sistema assistenziale in più sottosistemi per quanti erano gli enti mutualistici, con conseguente diversità qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogabili agli assistiti; • Il mancato rilievo conferito al momento della prevenzione rispetto a quello della cura; • La carenza delle cure riabilitative. Cfr. Mapelli V., Il sistema sanitario italiano 1999, Il Mulino, Bologna, pag. 219

Anteprima della Tesi di Ida Rosanova

Anteprima della tesi: Il bilancio delle aziende sanitarie, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Ida Rosanova Contatta »

Composta da 340 pagine.

 

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