Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Organizzazione dei medici e politica sanitaria durante gli anni del fascismo attraverso i dibattiti nelle riviste mediche dell'epoca

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

9 supremi giudici nelle controversie tra colleghi e tra medici e pubblico, arbitri dei contenziosi tra sanitari e istituzioni e poteri locali. In termini generali tuttavia il movimento ordinistico, precedente alla legge del 1910, scontò le stesse deficienze organizzative che avevano afflitto le precedenti associazioni di professionisti, vale a dire la scarsa percentuale di iscritti tra gli esercenti, che si traduceva giocoforza in una influenza modesta di queste associazioni su alcuni punti qualificanti del loro programma. Tra i nodi programmatici mai risolti vi era quello della statuizione di minimi tariffari per le prestazioni mediche ; l’adesione ad un tariffario unico, infatti, poteva aver senso solo nel caso di una forte coesione disciplinare della categoria, ed inoltre si scontrava contro la realtà assai diversificata del mercato professionale, «con sperequazioni di reddito tra le varie province e con un crescente numero di medici retribuiti a stipendio mensile o a forfait, dovuto alla sempre maggior capillarità del servizio di condotta e alle convenzioni tra professionisti e assicurazioni, associazioni mutue, ospedali» 10 . Nel 1898 gli Ordini, per poter meglio coordinare la loro azione su basi unitarie, in vista anche della battaglia per ottenere dallo Stato il riconoscimento giuridico di cui già godevano gli Ordini forensi, dettero vita alla Federazione degli Ordini dei sanitari (FOS). Tale Federazione però, raccoglieva Ordini provinciali, organismi sindacali e anche qualche società scientifica. L’eterogeneità degli elementi componenti la federazione si traduceva in un insieme di rivendicazioni e di interessi locali e categoriali, che ostacolavano così un funzionamento organico e razionale dell’intervento sanitario. La FOS non riuscì dunque a garantire la collegialità sul piano nazionale delle proposte sanitarie, né ad assumere il controllo delle vertenze sindacali. La contraddizione maggiore era tra le esigenze rivendicative e salariali dei condotti e quelle dei liberi professionisti. I primi , che costituivano la componente politicamente più attiva e alla guida della maggior parte degli Ordini federati, si battevano con i poteri locali per un miglioramento delle condizioni di lavoro e retributive; le rivendicazioni dei secondi invece erano incentrate sulla repressione dell’abusivismo nella speranza di poter controllare lo stesso mercato professionale, per frenare quella che veniva definita la “pletora medica” 11 . In questa atmosfera di incrinatura della compattezza dell’universo medico e delle sue prospettive venne approvata non senza difficoltà nel luglio 1910, dopo un iter parlamentare piuttosto lungo, la legge 455 sul riconoscimento giuridico degli Ordini dei medici, dei farmacisti e dei veterinari. Tutti coloro che intendevano esercitare la libera professione, compresi gli stranieri furono obbligati all’iscrizione all’albo e gli ordini si trasformarono così in enti di diritto pubblico a cui spettava la vigilanza sull’esercizio delle professioni sanitarie, la tenuta degli albi e la funzione di magistratura 10 M. Soresina, I medici tra Stato e Società, Milano, Franco Angeli,1997, pp.80-81 11 Ibidem., pp.84-85

Anteprima della Tesi di Alessandro Ferronato

Anteprima della tesi: Organizzazione dei medici e politica sanitaria durante gli anni del fascismo attraverso i dibattiti nelle riviste mediche dell'epoca, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandro Ferronato Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1216 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.