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Utilizzo delle tecniche diagnostiche per lo studio di reperti archeologici

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7 Il generatore di tensione fornisce la differenza di potenziale che serve per poter inviare corrente al tubo a raggi X. Tale corrente viene inviata all’anticatodo costituito da una placca di metallo puro che funge da bersaglio; l’energia fornita da questi elettroni deve essere sufficiente ad eccitare gli atomi del metallo affinché questi emettano radiazioni X. Quello che si ottiene è un’emissione di radiazioni X di lunghezza d’onda compresa in un intervallo di valori: per ottenere una radiazione monocromatica si utilizzano appositi filtri costituiti da materiali che hanno la caratteristica di lasciar passare solamente una determinata lunghezza d’onda. In genere i materiali che vengono utilizzati come anticatodo sono metalli con alto punto di fusione e bassa tensione di vapore, come ad esempio molibdeno, ferro, rame e cromo: tra essi il più usato è il rame. Il tubo a raggi X è schermato per la fuoriuscita casuale delle radiazioni: esse possono uscire solamente in direzioni prestabilite grazie a particolari finestre appositamente create, costituite da fogli di un materiale ad alto coefficiente di trasmissione per radiazioni X, come il berillio. Per ottenere la radiazione monocromatica si usano filtri opportuni o cristalli monocromatori, che lasciano passare solamente radiazioni della lunghezza d’onda desiderata. Le tecniche di diffrazione a raggi X utilizzate sono essenzialmente due e hanno in comune il fatto che il campione da esaminare è costituito da una polvere fine (tra 1 e 50 µm: le dimensioni possono non essere determinanti ma la grana deve essere il più possibile omogenea), che può essere naturale oppure ottenuta macinando il campione.

Anteprima della Tesi di Ivan Nastasi

Anteprima della tesi: Utilizzo delle tecniche diagnostiche per lo studio di reperti archeologici, Pagina 6

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Ivan Nastasi Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1526 click dal 20/03/2004.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.