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Giusto processo e diritto dell'imputato a confrontarsi con l'accusatore

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Capitolo I 1 CAPITOLO I IL DIRITTO AL CONFRONTO QUALE FONDAMENTALE DIRITTO DELL’UOMO TRA STORIA E COMPARAZIONE §1. FONDAMENTI E PIANO D’INDAGINE Il confronto tra accusato e «accusatore» 1 risveglia emozioni primordiali ancor prima che speculazioni giuridiche. La contestazione di un addebito, sebbene non formalizzata con i crismi dell’incriminazione penale, induce l’uomo, additato come colpevole, ad invocare una singolar tenzone, di natura quasi fisi- ca, con chi ha sollevato le accuse: si faccia avanti in pubblico, se ne ha il coraggio, e dica ad alta voce ciò che sa, sotto giuramento, accettando di sottoporsi al contraddittorio. Come si dimostrerà in questo studio, il tema del «diritto al confronto» con i testimoni a carico solleva delicate questioni di teoria e politica del diritto che, per la verità, da sempre percorrono il di- battito tra gli studiosi del processo penale. Ivi, infatti, la contestazione dell’addebito mette a repenta- glio la reputazione, la libertà personale e, talora, persino la stessa sopravvivenza dell’accusato. Si dirà che il diritto al confronto ha natura «fondamentale»: alla legittima aspettativa del cittadino che riven- dica tutela di fronte all’apparato giudiziario non potrà dunque contrapporsi il richiamo ai valori di og- gettività ed efficienza, finalizzati alla salvaguardia delle posizioni di primato dei pubblici poteri. L’aspetto più problematico dello studio del diritto al confronto, tuttavia, risiede nel fatto che l’attuazione concreta di tale diritto riposa, in massima parte, sui meccanismi procedurali relativi all’acquisizione delle fonti di prova, in particolare di quella lato sensu «testimoniale». A questo propo- sito, deve sottolinearsi che, allo stato attuale dell’evoluzione storica così come nei secoli passati, ogni ordinamento dotato di giurisdizione penale è sovrano assoluto della propria normazione probatoria. 1 È opportuno sgombrare fin d’ora il campo da un possibile equivoco terminologico. Nei sistemi contemporanei di giustizia criminale, il ruo- lo di «accusatore» in senso formale è attribuito dalla legge ad un organo dell’amministrazione pubblica (e.g. Procura della Repubblica, Par- quet, District Attorney’s Office, Crown Prosecution Service, Staatsanwaltschaft etc…). Tale organo è funzionalmente investito del compito di promuovere l’azione penale secondo le disposizioni del diritto nazionale. Non si vuole con ciò disconoscere come, nell’evoluzione storica della procedura penale, siano esistiti anche sistemi a contesa disponibile (così la Grecia arcaica, per esempio) in cui il ruolo di accusatore era assegnato al privato cittadino, dalla cui esclusiva volontà dipendeva l’instaurazione del processo. In questo studio, peraltro, ogni successivo riferimento all’«accusatore» deve intendersi circoscritto alle fonti «sostanziali» delle prove a carico dell’accusato, ossia ai soggetti che apportano un contributo «testimoniale» sfavorevole all’imputato. In altre parole, il termine «accusatore» è qui utilizzato quale sinonimo di «testimone a carico», in un’accezione non inedita per la dottrina processual-penalistica italiana (cfr. P. TONINI, Il diritto a confrontarsi con l’accusatore, in Dir.pen.proc., 1998, p. 1506; ID., Diritto dell’imputato a interrogare colui che lo accusa e diritto di non rispondere, in Dir.pen.proc., 1997, p. 353-357; C. FANUELE, Il diritto dell’accusato a confrontarsi con il proprio accusatore nel procedimento cautelare, in Dir.pen.proc., 2003, p. 71-76; C. CONTI, Profili penalistici della testimonianza assistita: l’esimente dell’art. 384 c.p. tra diritto al silenzio e diritto a confrontarsi con l’accusatore, in Riv.it.dir.proc.pen., 2002, p. 840-866; M. E. CATALDO, Diritto a confrontarsi con il proprio accu- satore e lettura delle precedenti dichiarazioni per impossibilità di ripetizione: un difficile equilibrio, in Foro toscano, 2000, p. 289-291; D. VIGONI, Ius tacendi e diritto al confronto dopo la l. n. 63 del 2001: ipotesi ricostruttive e spunti critici, in Dir.pen.proc., 2002, p. 87-104 e, in prospettiva comparatistica, C. VETTORI, Il diritto a confrontarsi con l’accusatore nell’ordinamento inglese, in Cass.pen., 2000, p. 2836- 2843; V. SANTORO, Il cambio da coimputato a teste esalta il confronto, in Guida dir., 2001, n. 13, p. 48; M. MONTAGNA, Diritto al silenzio e diritto al confronto, in G. CERQUETTI - C. FIORIO (a cura di), Dal principio del giusto processo alla celebrazione di un processo giusto, Ce- dam, Padova, 2002, p. 143 s.). Al «fondamentale diritto di confrontarsi con la fonte di accusa» fa riferimento anche, in giurisprudenza, Corte cost., 2 novembre 1998, n. 361, in Giur.cost., p. 3127-3128.

Anteprima della Tesi di Stefano Maffei

Anteprima della tesi: Giusto processo e diritto dell'imputato a confrontarsi con l'accusatore, Pagina 3

Tesi di Dottorato

Dipartimento: DIPU Dipartimento di diritto pubblico e processual

Autore: Stefano Maffei Contatta »

Composta da 251 pagine.

 

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