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Il banditismo in Sardegna tra progetti di rinascita e società del malessere

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2 che non dà quasi più segni di vita, quasi fosse un vulcano spento, forse è errato illudersi che sia un problema definitivamente risolto. Diverse ipotesi sono state formulate sull'origine del " male oscuro" della Sardegna. Autorevoli esponenti della cosiddetta "scuola antropologica positiva" giunsero a sostenere che esiste in Sardegna una "zona delinquente" i cui abitanti sono naturalmente, geneticamente predisposti al delitto perché nelle loro vene scorre un sangue irrimediabilmente infetto dal virus della violenza. Scriveva Alfredo Niceforo che "ogni territorio della Sardegna ha una sua forma di criminalità" e che esiste "una specie di plaga moralmente ammalata che ha per carattere speciale la rapina, il furto, il danneggiamento". Cesare Lombroso giunse ad affermare l'esistenza di un primitivismo selvaggio innato nella popolazione barbaricina, che l'inferiorità razziale del popolo barbaricino era documentabile attraverso la misurazione dei crani. L'illustre studioso, accompagnato da Grazia Deledda, aveva percorso in lungo e in largo l'Ogliastra e la Barbagia misurando visi e crani con lo scopo di dimostrare la fondatezza del suo teorema. Ancora oggi fioriscono pregiudizi e stereotipi, più o meno dichiarati, sul "male oscuro" che affligge la popolazione sarda. Non solo tra la gente comune ma perfino negli ambienti della cultura. Nella stessa isola v'è chi è convinto che gli Orgolesi costituiscano una razza distinta e che siano naturalmente predisposti alla violenza. E, certo, i barbaricini sono diversi da tutti gli altri isolani: chiusi, diffidenti, dai modi bruschi, vivono secondo regole millenarie, meticolosamente ricostruite da

Anteprima della Tesi di Agnese Chiara Farigu

Anteprima della tesi: Il banditismo in Sardegna tra progetti di rinascita e società del malessere, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Agnese Chiara Farigu Contatta »

Composta da 222 pagine.

 

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