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L'Istria e la minoranza italiana nella crisi jugoslava

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I INTRODUZIONE L'Istria deve il suo nome alla leggenda che faceva sboccare in questa regione uno dei rami dell'Istro, l'antico nome che si attribuiva al Danubio nella parte inferiore del suo corso. A causa della posizione strategica della penisola, che si affaccia sull'Adriatico e occupa una posizione centrale nel continente europeo, l'Istria fu ambita preda di molti. Le zone costiere furono conquistate, nel 183 a.C., dai Romani che successivamente incorporarono nei loro domini l'intera regione facendola parte integrante dell'Italia. Caduto l'Impero Romano, l'Istria dopo varie dominazioni, passò nel 1291 sotto il controllo di Venezia, tranne la parte interna nord- orientale, la Contea arciducale di Pisino, che venne a far parte dei domini della Casa d'Austria. Nel corso di questi lunghi secoli la struttura compositiva della popolazione istriana subì forti mutamenti: il gruppo etnico-linguistico latinizzato venne affiancato da quello slavo, che poi si differenziò tra Sloveni e Croati. Nel 1797, con il Trattato di Campoformio, l'Istria fu ceduta da Napoleone all'Austria; passata poi nel 1805 alla Francia, entrò a far parte delle Provincie Illiriche, un esperimento che durò sino al 1815, quando l'intera regione venne assegnata all'Impero d'Austria. Alla fine della Prima Guerra Mondiale e dopo la dissoluzione dell'Impero

Anteprima della Tesi di Sabina Anderini

Anteprima della tesi: L'Istria e la minoranza italiana nella crisi jugoslava, Pagina 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sabina Anderini Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.