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Il rapporto di pubblico impiego dopo la privatizzazione

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LA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA NEL PUBBLICO IMPIEGO PRIVATIZZATO 7 2. Il passato: tra modelli pubblicistici e privatistici Negli anni appena successivi all’Unita’ d’Italia, il rapporto d’impiego con le pubbliche amministrazioni era strutturato come una prestazione di energie lavorative (locatio operarum) regolata da norme del diritto privato, anche se determinati aspetti, come la disciplina delle carriere, delle aspettative, delle assunzioni, erano del tutto assenti nella legislazione del tempo relativa al rapporto di lavoro privatistico. Successivamente, il rapporto di impiego assunse una matrice decisamente pubblicistica soprattutto in base a tre aspetti: a) l’impiegato viene considerato come preposto ad un ufficio e titolare di pubbliche potestà piuttosto che mero prestatore di attività lavorative; b) maggiore rapidità dell’evoluzione della relative discipline rispetto a quella del lavoro privato; c) l’introduzione di norme e principi profondamente diversi da quelli applicabili al lavoro privato. Nel 1923 (riforma Stefani) entrò in vigore una disciplina organica del pubblico impiego fondata su una concezione gerarchica e nel 1924 (regi decreti n. 1054 e 1058) si affermò la giurisdizione esclusiva delle controversie di lavoro pubblico al Consiglio di Stato e alle Giunte Provinciali Amministrative (Giudici Amministrativi). Con queste riforme il pubblico impiego divenne un ordinamento speciale con al centro un rapporto non contrattuale basato sulla supremazia dell’amministrazione.
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Il rapporto di pubblico impiego dopo la privatizzazione

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Grossi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Cugurra
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 261

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Parole chiave

d. lgs 165/2001
leggi bassanini
pubblico impiego
pubblica amministrazione
privatizzazione del pubblico impiego

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