Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Politiche del lavoro e dimensione locale

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

9 innanzitutto, dal rifiuto dell’individualismo metodologico proprio della scuola neo-classica, che spiega i fenomeni sociali interamente in termini di aspetti individuali (quali razza, classe e genere) che determinano il posto occupato nelle categorie sociali esistenti. [Boyer, 1990] Ad esempio, gli economisti neoclassici sostengono che gli individui si collocano sugli scalini sociali del lavoro secondo fattori quali la personale scelta di educazione o della professione e la domanda per certi beni prodotti da altri individui nel mercato. Al contrario, i teorici della regolazione negano che un soggetto possa propriamente comprendere i fenomeni sociali semplicemente vedendoli come il risultato del processo decisionale di attori autonomi e perfettamente razionali. Secondo i fautori delle tesi regolazioniste le scelte degli individui sono influenzate in larga misura da schemi di comportamento strutturati socialmente e la miglior struttura sociale possibile è quella che, nel determinare il processo decisionale degli individui, favorisce la crescita del capitale produttivo. La teoria della regolazione descrive dunque un’economia orientata non verso un equilibrio generale, ma piuttosto verso “fasi di espansione e moderate fluttuazioni cicliche, seguite da fasi di stagnazione ed instabilità”[Lipietz, 1978:12-14]. Infatti, l’ipotesi regolazionista si fonda sull’esistenza di un “modo di regolazione” che mitighi il disordine del “regime di accumulazione, in quanto l’accumulazione del capitale non è un processo che si autogoverna senza problemi, ma piuttosto registra crisi ricorrenti di sovrapproduzione, disoccupazione e tensione sociale. Sono pertanto la stabilità e la riproduzione del sistema economico e sociale che richiedono la maggiore esplicazione/spiegazione, piuttosto che le loro crisi in sé. ” [Boyer, 1990]

Anteprima della Tesi di Alessia Micaela Fracchia

Anteprima della tesi: Politiche del lavoro e dimensione locale, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Alessia Micaela Fracchia Contatta »

Composta da 195 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4537 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 15 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.