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The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale

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15 simbolicamente includere tutta l’architettura alberghiera statunitense. Via via mostrava le fotografie al regista, ed insieme discutevano i possibili assemblaggi, che avrebbero fatto dell’Overlook Hotel il microcosmo riproducente la società americana , nel bene e -soprattutto- nel male. Tra i suoi compiti ci fu anche l’ideazione e la costruzione del labirinto, che fu realizzato in tre versioni, una in interni per la registrazione del sonoro, e due in esterni, una per le scene autunnali della prima parte del film ed una per quelle invernali. Les Tomkins si occupò dell’arredamento dell’immenso set. Milena Canonero, già storica collaboratrice di Kubrick fin da A Clockwork Orange, dei costumi. Il suo lavoro, che se paragonato all’esperienza di Barry Lyndon potrebbe sembrare privo di complessità, fu in realtà molto impegnativo: si pensi che, solo per Danny, Kubrick aveva richiesto un abito diverso quasi per ogni giorno di ripresa 20 . Il set, come al solito, rimase rigorosamente interdetto a fotografi e giornalisti -sebbene Kubrick abbia accettato che la figlia effettuasse riprese, che confluirono nel documentario Making The Shining- secondo quella "strategia dell'attesa" caratteristica delle produzioni del regista. E’ importante ricordare che, anche se non accreditato ufficialmente, dette il proprio contributo al film Saul Bass, già collaboratore di Preminger e di Hitchcock, per il quale realizzò anche i bellissimi titoli di testa di Psycho (1960), e già collaboratore di Kubrick per i titoli di testa di Spartacus (1960), e che si occupò in The Shining del perfezionamento del sistema di ripresa del triciclo di Danny 21 . Nel frattempo Stanley Kubrick si stava trasferendo da Abbots Mead alla nuova, enorme abitazione di Childwick Bury, appartenuta all’allenatore di cavalli Harry Joel 22 .Le stalle della nuova residenza furono adibite a sale di montaggio. La Warner riuscì a fare uscire il film nell’estate, come aveva programmato. Adottò la strategia di distribuire The Shining in maniera scaglionata. Kubrick continuò a ritoccare il suo lavoro fino al giorno precedente all’uscita, impiegando a tempo pieno montatori e fonici. Come vedremo, avrebbe apportato cambiamenti al film anche dopo la sua apparizione nelle sale, accorciandolo e modificandone il montaggio. Sarebbe stato uno dei maggiori successi di tutta la sua carriera, e questo nonostante i pronostici disastrosi della rivista Variety, che criticò la Warner per “non aver capito 20 cfr.E.Ghezzi, Stanley Kubrick, Il Castoro Milano 2002, p.136 21 cfr. (cura di) L.Sogni/ L.Brivio, op.cit., p.74 22 J.Baxter, op.cit., pp.352- 353

Anteprima della Tesi di Simone Parnetti

Anteprima della tesi: The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simone Parnetti Contatta »

Composta da 321 pagine.

 

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