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The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale

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17 Spiegare l’inspiegabile “Meno sono gli iniziati, più sacri sono i misteri” Francois-Maria Arouet de Voltaire, Lettera a Saint- Lambert, 7 marzo 1769 Per iniziare, un chiarimento sul titolo di questo paragrafo: The Shining non rende intelligibile l’inspiegabile. L’accezione con la quale abbiamo adottato il verbo ‘spiegare’ è un’altra: il film svolge, distende, e quindi, per estensione, mostra l’inspiegabile. Giunge a farcelo palpare con evidenza inaudita. Ma non ne dà una spiegazione, principalmente perché non può farlo. Infatti fornire una qualsiasi interpretazione al soprannaturale significa ammettere la possibilità di un appiglio razionale, ed in tal caso, come osserva Todorov 24 , è automatico il passaggio dal fantastico allo strano. The Shining è costruito su un crinale che corre fra due massimi sistemi: da un lato c’è la razionalità, dall’altro l’irrazionalità. Ed il congegno perfetto che lo muove fa in modo che, fino ai tre quarti del film, lo spettatore abbia la possibilità di parteggiare per qualsiasi delle due linee di pensiero. Al momento in cui Jack, rinchiuso dalla moglie nella dispensa, durante quello che studieremo come “il momento tremendo”, è liberato da Grady, il vecchio custode, morto oramai da dieci anni, cade ogni pretesa razionalista. Ma il film non approda al regno del meraviglioso, perché lo spettatore è costretto ad ammettere il soprannaturale in quanto tale, ma lo fa mantenendo sempre intatto il suo stupore. The Shining esiste in quanto privo di motivazione logica. E’ un film impensabile prima della sua comparsa, anche perché è un’opera sul farsi di un pensiero, ed in quanto tale abbandona qualsiasi sviluppo consequenziale o deducibile, per sviluppare un impianto narrativo che consente ad ogni spettatore la formulazione di una propria teoria dei “mondi possibili” 25 . L’esplorazione del fantastico, del razionale, della psiche e dei suoi fenomeni, sono le aree di indagine che spingono Kubrick alla realizzazione del nuovo film. 24 T.Todorov, La letteratura fantastica, in M.Ciment, op.cit., p.125 25 cfr. O. Calabrese, I “mondi possibili” in Kubrick. Ovvero: la poetica delle porte in (a cura di) G. P. Brunetta, Stanley Kubrick, Marsilio Cinema Venezia 1999, pp. 33- 44, dove l’autore propone una lettura semiotica dell’opera kubrickiana della quale ci serviremo anche noi nel paragrafo Ipotesi di "mondi possibili", pp.290 e segg.

Anteprima della Tesi di Simone Parnetti

Anteprima della tesi: The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simone Parnetti Contatta »

Composta da 321 pagine.

 

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