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The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale

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6 mistero. Un enigma irresolubile in quanto è enigma poetico. E come diceva Franz Kafka, la poesia ha, e deve avere, un significato e tutti i significati possibili per rimanere tale. Lo smarrimento ermeneutico che normalmente colpisce lo spettatore durante e dopo la visione di un film di Kubrick, è dunque ascrivibile sia alla normale inadeguatezza delle categorie di analisi proprie di uno spettatore medio rispetto alla modernità mascherata da classicità che caratterizza l’Opera del regista, sia alla condizione di “effetto poetico” propria di questa, che Umberto Eco definisce “la capacità, che un testo esibisce, di generare letture sempre diverse, senza consumarsi mai del tutto 3 ”. E condividiamo allora la grande intuizione di Ghezzi 4 che, all’indomani della morte del regista, esprimeva il bisogno di “desiderare il cinema di Kubrick (…). De-siderarlo letteralmente. Strapparlo al firmamento di stelle fisse del cinema (Fellini Kurosawa Bresson…), renderlo all’incertezza irruente e proterva del godimento”. Ovvero riportare il mistero poetico insito in ogni film a quella Paura e desiderio che è il titolo del primo lungometraggio del regista. Paura di sciogliere l’enigma, e desiderio di farlo. Già un primo ossimoro che si pone davanti ai nostri occhi, cui succederanno molti altri. Una contraddizione doppiamente irresolubile, in quanto la paura ci farà sempre capitolare di fronte all’enigma, ed il desiderio resterà sempre desiderio desiderato. Ma mai realizzato. Sorgerà allora spontanea la domanda: si può parlare di Kubrick? E perché scegliere proprio di studiare uno dei suoi film più enigmatici? Il nostro lavoro si muoverà lungo questo percorso difficile e spesso ostile con il gusto della sfida. Che è intanto quella di studiare The Shining mostrando come tutto nel film conduca verso il mistero, che è poi soprattutto un enigma spazio-temporale, ma senza cercare di risolvere il mistero stesso. La seconda sfida che accettiamo, è quella di parlare di cinema, con tutta la consapevolezza della difficoltà di un approccio verbale ad un’arte visiva e, specialmente in Kubrick 5 , solo in un secondo piano verbale, ma anche con tutta la certezza della necessità di analisi che la materia stessa reclama. E ci inoltriamo lungo questo cammino forti delle parole del regista che, nel 1997, per ringraziare la Director’s Guide of America di avergli assegnato il premio D.W.Griffith, inviò un discorso videoregistrato dove rassomigliandoli affatto, riuscì ad ingannare attori e critici. Fu smascherato da un articolo di "Vanity Fair" ed ammise la propria sconfitta in televisione 3 citato da S.Bassetti, La musica secondo Kubrick, Lindau Torino 2002, p.13 4 E.Ghezzi, in (cura di) L.Sogni/L.Brivio, Stanley Kubrick, Dino Audino Editore Roma 1999, p.94 5 cfr. M.Ciment, Kubrick, Rizzoli Milano 1999, p.7

Anteprima della Tesi di Simone Parnetti

Anteprima della tesi: The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale, Pagina 2

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simone Parnetti Contatta »

Composta da 321 pagine.

 

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