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The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale

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12 protagonista, The Missouri Breaks (1976) di Arthur Penn, The Last Tycoon (1976) di Elia Kazan. Aveva anche diretto due film da regista, tra cui l’interessante Goin’South (1978), che finì di doppiare durante la lavorazione di The Shining e che sarebbe stato un fiasco al botteghino. La sua burrascosa relazione con Anjelica Huston era in fase di rottura. Le sue feste a base di droghe leggere erano famose in tutta Hollywood. C’era stato lo scandalo Polanski, avvenuto nella casa di Mulholland Drive che Nicholson aveva prestato al regista. Da poco erano state pubblicate notizie sulla sua travagliata infanzia. Tutto questo andava certamente a favore di una interpretazione memorabile, anche per l’estrema prossimità tra alcune situazioni del film ed alcuni episodi della vita dell'attore. Di lui Kubrick avrebbe detto: “Jack è uno dei migliori attori di Hollywood (…) credo proprio che per i ruoli che gli sono congeniali si trovi al primo posto di quella ipotetica graduatoria che tutti hanno in mente (…) è particolarmente adatto per quei ruoli che richiedono dell’intelligenza (…) in Shining sembra proprio uno scrittore, fallito o meno 14 ”. Per la parte di Wendy Torrance il regista scelse Shelley Duvall, texana, attrice- icona del cinema di Robert Altman, per il quale aveva interpretato Brewster McCloud (1970), McCabe and Mrs. Miller (1971), Thieves Like Us (1974), ed i fondamentali Nashville (1975) e 3 Women (1977), oltre ad aver recitato in un piccolo cammeo in Annie Hall (1977) di Woody Allen. Sotto alcuni aspetti, il ruolo della Duvall in The Shining somiglia molto a quello interpretato in 3 Women. In entrambi i film l’attrice interpreta infatti una donna banale e sbadata. Durante le riprese i dubbi erano forti anche per lei, che rivelò in una intervista a Ciment: “Mi chiedevo perché mai Kubrick avesse chiamato me per rifare ciò che avevo già fatto 15 ”. In realtà il risultato finale è totalmente diverso, grazie anche ai molti conflitti che si verificarono sul set tra l’attrice ed il regista, di cui ci possiamo fare un’idea visionando il documentario Making the Shining realizzato da Vivian Kubrick, figlia di Stanley, durante le riprese del film. Tensioni che in gran parte furono astutamente provocate e mantenute accese da Kubrick per ottenere una interpretazione altrimenti impensabile. In questo senso ci sentiamo di discordare con Baxter, che nella sua biografia su Stanley Kubrick parla dell’interpretazione di Shelley Duvall come “una 14 J.Baxter,op.cit., p.193 15 Ibidem, p.305

Anteprima della Tesi di Simone Parnetti

Anteprima della tesi: The Shining e la sua organizzazione spazio-temporale, Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simone Parnetti Contatta »

Composta da 321 pagine.

 

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