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Evoluzione strutturale e legislativa del comparto vitivinicolo nazionale: il caso dei vini Doc della Maremma grossetana

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7 in Francia, 2000 in Germania) 3 difficili da ricordare per i consumatori. La viticoltura del Nuovo Mondo è esattamente il contrario: libertà assoluta di piantagione, sistemi di allevamento meccanizzabili, imprese viticole di grandi dimensioni. Nell’UE la superficie vitata media varia da 1 ha dell’Italia ai 5 della Francia, ai 10 della Spagna; nel Nuovo Mondo un’azienda viticola conta almeno un vigneto di 50 ha ma esistono anche proprietà che vantano 4000 ha di vigneti. Per ciò che concerne le cultivar la viticoltura del Nuovo Mondo utilizza poche varietà internazionali quali Merlot, Syrah, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e Chardonnay. In etichetta compaiono i nomi di questi vitigni i cui vini sono di volume superiore a quello delle denominazioni di origine; la norma del Nuovo Mondo è il vino monovitigno. Il “terroir” non ha credito e la Denominazione di Origine non è utilizzata ma imitata, sminuita, registrata soprattutto come marca privata; i controlli sono alquanto limitati, le produzioni ad ha sono senza limiti, c’è piena libertà di scelta delle superfici, delle varietà e libertà nelle pratiche enologiche. La produzione è omogenea, di buona qualità ma non eccellente, venduta a prezzo basso, ma la variabilità sensoriale è molto limitata a causa dei “terroir” senza vocazione (spesso aiutati dall’irrigazione), dell’alta produzione per ceppo, dell’uso di pochi vitigni in purezza; si producono in seguito a ciò grandi quantità di vino anonimo , ripetitivo, industriale, a buon mercato e facile da far conoscere e commercializzare. Viceversa la viticoltura mediterranea con la sua storia e tradizione, viticola ed enologica, è ancora la migliore per qualità, eterogeneità dei vini e dei vitigni, ma la programmazione e la legislazione sono risultate e risultano troppo lente e poco adattabili ad un mercato globalizzato quale è quello attuale. Solo il dirigismo delle denominazioni d’origine può essere giustificato, essendo una forma di autogestione proposta e condivisa dai viticoltori che possono in qualunque momento cambiare le regole che si sono dati. Gli altri regolamenti hanno necessità di essere eliminati o ridotti per far si che il mercato del vino da tavola europeo possa competere ad armi pari con i concorrenti extra-europei; per il momento comunque la viticoltura mediterranea deve fare ulteriori sforzi di miglioramento e rinnovamento tecnico e commerciale, e puntare sulle 3 L’Informatore agrario n°44 (1999).

Anteprima della Tesi di Stefano Brinzaglia

Anteprima della tesi: Evoluzione strutturale e legislativa del comparto vitivinicolo nazionale: il caso dei vini Doc della Maremma grossetana, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze economiche e bancarie di Siena

Autore: Stefano Brinzaglia Contatta »

Composta da 128 pagine.

 

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