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La psicoterapia ipnotica: Milton H. Erickson e i neo-ericksoniani

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9 In questo senso Mesmer fu il primo a considerare le persone nella loro totalità di mente e corpo, instaurando con loro una relazione medico-paziente e un rapporto individuale che fino ad allora non era mai stato preso in considerazione, con ogni probabilità a causa dell’esasperata necessità dell’epoca di applicare procedimenti scientifici totalmente obiettivi. Che si trattasse di fluido magnetico, di semplice empatia o di transfert poco importa: Mesmer scese dalla cattedra, dimesse i panni da osservatore asettico e diligente e con entusiasmo si lasciò coinvolgere nell’esperimento, approdando a un mondo nuovo. Un’altra grandiosa intuizione di questo personaggio consistette nella sua attenta osservazione di quello che lui definì “contromagnetismo”, ossia la presenza nel paziente di forze ostili alla cura: questo non è altro che un problema che, da Freud in poi, noi definiamo “resistenza” alla terapia. Il fenomeno del contromagnetismo non fu cosa rara per Mesmer, soprattutto in occasione dei suoi “baquet”, precursori delle moderne terapie di gruppo e anch’esse degne di una grandissima sottolineatura. Utilizzando le analogie con le scoperte che stavano in quei tempi avvenendo nel campo dell’elettricità, Mesmer disponeva i suoi pazienti in cerchio, uno accanto all’altro, e li faceva tenere reciprocamente per mano in modo da facilitare la circolazione di onde magnetiche tra i membri del gruppo, creando in ogni individuo forze nuove e attive. Era così che il singolo si “nutriva”, reso più forte dalla simbologia presente nell’intero gruppo: questo rimane ancora oggi il risultato cercato dalla moderna psicoterapia collettiva. Va riconosciuto a Mesmer anche il successivo concetto di “catarsi”: come altro definire i fenomeni che avvenivano in sua presenza e che lui spiegò con la “teoria della crisi”, ripresa per altro dall’exorcismus probativus di Gassner? Secondo lui, la crisi era la prova, prodotta artificialmente, della malattia, e il mezzo indispensabile per curarla. Quando il paziente era riportato ripetutamente alla crisi, questa si faceva sempre meno grave, fino ad arrivare alla scomparsa totale e dunque alla guarigione. La dottrina di Franz Anton Mesmer è quindi degna di essere considerata la base sulla quale si è sviluppata la scoperta dell’inconscio, e dobbiamo a lei molti di quei princìpi che oggi fanno parte della psicoterapia dinamica. L’ipnotista più di qualunque altro psicoterapeuta deve rendere grazie a quest’uomo, che ha saputo usare lo strumento della parola e del gesto in modo nuovo, permettendo un nuovo contesto di cura basato anche sulla comunione di sentimenti.

Anteprima della Tesi di Francesca Manzotti

Anteprima della tesi: La psicoterapia ipnotica: Milton H. Erickson e i neo-ericksoniani, Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Psicologia

Autore: Francesca Manzotti Contatta »

Composta da 102 pagine.

 

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