Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

''Il Foglio'' e ''Il Riformista'': analisi di fenomeni linguistici

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

5 lettori dagli attori dell’evento, favorisce la complessità del periodo e una serie di costrutti di carattere tradizionale e retorico. A partire da 1880 la prosa giornalistica inizia ad assumere una propria fisionomia anche per l’affermarsi di nuove tecniche di trasmissione dei messaggi: l’uso del telegrafo e poi del telefono spingono all’utilizzo di periodo brevi e più semplici, all’abbandono dell’ipotassi a favore della paratassi. Cambiano anche i lettori: l’aumento dell’alfabetismo e della circolazione culturale ne accresce il numero modificandone le esigenze. Chi scrive è costretto ad eliminare rozzezze formali, a limitare lo sfoggio della frase bella e vuota a favore di una comunicazione più chiara e precisa. Intorno al 1900, nel periodo giolittiano, la scrittura giornalistica rafforza la sua fisionomia grazie ad una più attenta selezione lessicale, al progredire di costrutti ellittici e nominali, ai mutamenti dell’iconografia, al consolidarsi di una tecnica espositiva fondata su un determinato ordine di successione delle unità di contenuto, su formule di avvio e di collegamento. Eppure lo sviluppo della scrittura giornalistica è tenuto a freno da motivazioni che persistono fino ai giorni nostri, prima fra tutte il prevalere del commento sull’esposizione dei fatti. Gli anni Venti sono stati i più critici: Dardano (1974: 10) sostiene che “l’avvento del fascismo e la conseguente soppressione della libertà di stampa segnano una pausa e successivamente un regresso nello sviluppo della scrittura giornalistica”. Molti termini chiave del linguaggio politico vengono neutralizzati, la componente parlata-colloquiale si riduce e il linguaggio corretto, scelto, elevato è ampiamente sfruttato. Sempre più sottomesso al potere, il giornalismo italiano perde ogni traccia di autonomia: pochi sono i costrutti utilizzati per esigenze di brevità, concisione, pregnanza – participi, gerundi, costruzioni nominali - e si riduce la differenza tra pezzi informativi e pezzi di commento.

Anteprima della Tesi di Francesca Lorandi

Anteprima della tesi: ''Il Foglio'' e ''Il Riformista'': analisi di fenomeni linguistici, Pagina 3

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Francesca Lorandi Contatta »

Composta da 66 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2105 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.