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La piena attuazione del principio di libera concorrenza al settore delle telecomunicazioni

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8 Ora, dal punto di vista della regolamentazione giuridica, il settore nel nostro Paese fino a tempi più recenti che in altri Stati continentali e non 3 , è stato caratterizzato da un regime tradizionale di statizzazione, formatosi già all’inizio del secolo, e riconosciuto e consolidato dalla Costituzione repubblicana del 1948, all’articolo 43. Si trattava di un regime giuridico fondato sulla cosiddetta “riserva originaria di impresa”, vale a dire sulla statuizione che riconosceva, su base di legge, esclusivamente a un soggetto qualificato, e cioè lo Stato, non solo la facoltà d’esercizio ma, ancora più a monte, la titolarità stessa del diritto d’impresa, in ordine a una determinata attività produttiva di beni e servizi; pertanto, in base a detto sistema, nessun altro soggetto dell’ordinamento poteva essere considerato titolare di diritti di impresa in ordine all’oggetto riservato. Detta riserva veniva poi, fatta seguire, 3 In Gran Bretagna, ad esempio, dopo essere stato gestito per lungo tempo, in regime di monopolio legale(Statutory monopoly), prima da una struttura di governo poi da un’impresa in comando pubblico(British Telecom), il servizio di telecomunicazioni è stato oggetto già a partire dal 1981 di un intenso fenomeno di privatizzazione, con l’alienazione ai privati di quasi l’ottanta per cento delle azioni del gestore pubblico, l’apertura del mercato alla concorrenza, la creazione di un assetto di regolazione “forte”, di tipo tecnico, anziché politico, affidata non al ministero del settore, ma a una authority specializzata e indipendente(Office of Telecommunications). In Francia, la prima opzione per la privatizzazione è datata 1990, con il distacco del gestore France Telecom dall’amministrazione postale, e la sua trasformazione bensì in “impresa pubblica”, ma con forti connotazioni privatistiche, mediante le quali si è inteso assicurarle sufficiente distacco e autonomia dall’ingerenza statale. In Germania, dove gli articoli 73 e 87 della Legge Fondamentale attribuivano la materia delle telecomunicazioni allo Stato, che le gestiva attraverso il ministero di settore e la Deutsche Bundespost, da esso dipendente, il processo di liberalizzazione è stato avviato in base alle proposte del rapporto Witte, preparato nel 1988 da una commissione istituita dal governo, che svolse i propri lavori in contemporanea all’elaborazione del Libro Verde della Commissione europea sulle telecomunicazioni, cui risultò infatti in molti punti conforme. Negli Stati Uniti, il monopolio della società AT&T, nel settore della telefonia vocale, si basò a lungo sulla disciplina dei diritti di proprietà industriale. Ma già a partire dagli anni cinquanta assistiamo a significative azioni giudiziali volte ad impedire comportamenti anticoncorrenziali nei confronti di imprenditori concorrenti. In Giappone, dopo una prima fase di carattere “sperimentale”, l’apertura alla concorrenza e la privatizzazione del gestore pubblico Nippon Telegraph & Telephon Corporation risale a tre leggi di riforma votate dalla Dieta nipponica nel 1984; Cfr. al riguardo VENTURINI G., Servizi di telecomunicazione e concorrenza nel diritto internazionale e comunitario, Giappichelli, Torino, 1996, pp. 37-70; CASSESE S., Servizi pubblici a rete e governo del territorio, in Giornale di diritto amministrativo, 1997, pp. 1075; N. CURIEN - M. GERSOLLEN, Telecomunicazioni: monopolio e concorrenza, Bologna, Il Mulino, 1995; KNIPS G., Deregolamentazione in Europa: telecomunicazioni e trasporti, in AA.VV., Regolamentazione e/o privatizzazione, Il Mulino, Bologna, 1992, pp. 311ss.
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La piena attuazione del principio di libera concorrenza al settore delle telecomunicazioni

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Informazioni tesi

  Autore: Sabrina Gambato
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Paolo Sabbioni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 197

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