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La Scuola Apprendisti della Dalmine S.A. dal 1937 al 1948

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9 dalla concorrenza internazionale, e la sollecitudine suscitata da un forte senso di giustizia sociale e da ideali umanitari 19 . Alcune istituzioni e personalità ecclesiastiche si muovevano in direzione simile, mosse, tuttavia, da considerazioni e principi differenti. Per i liberali illuminati era in gioco la prospettiva di estendere la conoscenza dei principi del lavoro "moderno" e produttivo a tutti coloro che si dimostrassero capaci di recepirli attraverso lo studio compiuto in apposite scuole: appunto, le scuole professionali. Oltre ad una crescita delle strutture economiche e produttive, si sarebbe così realizzata anche una crescita dell'individuo in grado di elevarsi, non solo professionalmente, grazie ad istituzioni create dalla lungimiranza della nascente borghesia industriale lombarda. Nacque secondo tali prospettive, a Milano, la Società di Incoraggiamento Arti e Mestieri nel 1838. La sua costituzione fu dovuta soprattutto all'opera di Enrico Mylius, animatore del congresso di commercianti e industriali che appoggiò il progetto di creare una associazione finalizzata al miglioramento della pratica manifatturiera a Milano e provincia. Lo scopo dichiarato dell'associazione era di favorire il progresso delle arti industriali e l'istruzione "non solo tecnica", ma "civile e morale" dei lavoratori, e di favorire gli studi e la ricerca scientifica applicata. In un primo momento la Società si limitò all'assegnazione di borse di studio per coloro che con il lavoro e lo studio mirassero ad introdurre miglioramenti tecnici nell'industria chimica e meccanica. Di fatto, tuttavia, vennero gratificati con contributi anche operai e capi fabbrica dimostratisi particolarmente zelanti. Ma il tempo dimostrò l'insufficienza dei soli contributi economici come stimolo al progresso industriale, e la Società decise di erigere scuole di scienze applicate all'industria, la prima delle quali fu quella di chimica, finanziata da Mylius, e diretta alla formazione di operai e capi- fabbrica. Questo fu solo l'inizio di una attività didattica rivolta alla formazione di operai e disegnatori, tra cui la scuola serale e festiva di tessitura serica per operai (1844), e i corsi di geometria (1845) nucleo della Scuola di Meccanica, fondata nel 1854. 20 19 Si vedano le dichiarazioni di Cattaneo citate da F. Hazon, Storia della formazione, cit, pp.61-62, e tratte da "Il Politecnico", marzo 1839, pag.264 20 F. Hazon, Storia della formazione, cit., pag. 64. Seguirono un "Corso per capomastri" e un "Corso per tintoria" (anni '70), la Scuola di Eletttrotecnica (1902), la Scuola Tecnica Superiore, dovuta ad Ettore Conti. Nel '38 quest'ultima ottenne il riconoscimento del diploma di "perito industriale". Sulle vicende della Società vedi la ricostruzione di Carlo G. Lacaita, L’intelligenza produttiva. Imprenditori, tecnici e operai nella Società di Incoraggiamento d’Arti e mestieri di Milano (1838-1988), Milano, Electa, 1990.

Anteprima della Tesi di Giorgio Scudeletti

Anteprima della tesi: La Scuola Apprendisti della Dalmine S.A. dal 1937 al 1948, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Giorgio Scudeletti Contatta »

Composta da 164 pagine.

 

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