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I fatti e la loro messa in scena: due casi di informazione televisiva a confronto

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I fatti e la loro messa in scena: due casi di informazione televisiva a confronto 18 poiché l’enunciatario empirico proietta nell’enunciato dei simulacri diversi da quelli immaginati nell’atto della produzione. Il destinatario empirico interpreta così in modo disatteso il testo non obbedendo alle regole testuali proposte dall’autore. Interessante a questo proposito il contributo teorico di Umberto Eco (1979), che propone una originale versione dello schema sopra riportato. Innanzitutto Eco concepisce il testo 10 come un meccanismo pigro, che necessita di un’attualizzazione da parte di un possibile destinatario per esprimere la propria significazione. L’autore dice in proposito: Il testo è dunque intessuto di spazi bianchi, di interstizi da riempire, e chi lo ha emesso prevedeva che essi fossero riempiti e li ha lasciati bianchi per due ragioni. Anzitutto perché un testo è un meccanismo pigro (o economico) che vive sul plusvalore di senso introdottovi dal destinatario, e solo in casi di estrema pignoleria, estrema preoccupazione didascalica o estrema repressività il testo si complica di ridondanze e specificazioni ulteriori – sino al limite in cui si violano le normali regole di conversazione. E in secondo luogo perché, via via che passa dalla funzione didascalica a quella estetica, un testo vuole lasciare al lettore l’iniziativa interpretativa, anche se di solito essere interpretato con un margine sufficiente di univocità. Un testo vuole che qualcuno lo aiuti a funzionare (Eco 1979: 52). Presupponendo l’attuazione da parte di un possibile enunciatario l’autore empirico istituisce all’interno del testo un’ipotesi di destinatario che Eco chiama Lettore Modello. L’autore empirico organizza il testo prevedendo non solo il suo possibile interlocutore ma anche le sue competenze testuali e le sue strategie interpretative. In questa opera di previsione l’autore si relaziona con il proprio Lettore Modello inserendo se stesso all’interno dell’enunciato. L’autore proietta all’interno del testo un’intera situazione comunicativa simulacrale: non solo prevede il proprio enunciatario ma si mette in relazione ad esso come soggetto più o meno esplicito all’interno del testo. Se l’enunciatario empirico saprà rispondere positivamente alle previsioni dell’autore sul suo corretto comportamento interpretativo, il significato potenziale della materia testuale troverà un suo pieno compimento. Come dice Eco in proposito: Il Lettore Modello è un insieme di condizioni di felicità, testualmente stabilite, che devono essere soddisfatte perché un testo sia pienamente attualizzato nel suo contenuto potenziale (Eco 1979: 62). 10 Nel libro da noi citato Eco (1979) parla specificatamente di testi scritti. In questo caso, viste le forti analogie tra i concetti usati da questo autore e lo schema da noi riportato e la mancanza di eventuali contraddizioni teoriche ci sentiamo di estendere la classificazione di Eco a tutti i tipi di testo riguardanti la comunicazione mediata.
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Informazioni tesi

  Autore: Federico Bettello
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Alessandro Zijno
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 315

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