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Gli statuti del vicariato del Podere Fiorentino: Palazzuolo (1406) e Firenzuola (1418)

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9 La sovranità poggia su tre assi: a) Le arti, di carattere economico e sociale. b) Le compagnie del popolo, che riuniscono i popoli in senso territoriale. c) La parte guelfa, di carattere partitico. Sono esclusi i grandi e il popolo minuto. 1 Sono detti grandi o magnati coloro che esercitano o possono esercitare un potere limitativo dell’altrui libertà (verso la metà del Trecento non sono più distinti per censo, perché si è riconosciuti grandi indipendentemente dalla situazione economica). Il grande si pone o tenta di porsi al di sopra delle leggi dello stato e contro il consolidamento dello stato cittadino come potenziale nemico della repubblica. Ad entrambi non è ammessa alcuna possibilità di associazione e gravi sanzioni colpiscono coloro che tentano di riunire uomini di queste classi. I grandi sono ammessi agli uffici per un limitato numero di posti, purchè non si tratti di incarichi vitali. I grandi hanno una possibilità, quella di “farsi di popolo“ e in tale caso, dopo un certo numero di anni, vengono ammessi ai maggiori uffici. I minuti o lavoratori dipendenti hanno una sola possibilità per accedere alla cittadinanza e agli uffici: elevarsi entrando a far parte di una delle XXI arti. 2 I minuti hanno il loro momento di gloria nel breve periodo dei Ciompi che va dal 1378 al 1382 quando vengono create le tre arti dei lavoratori dipendenti, con partecipazione al potere. Ma poi le forze conservatrici fecero cadere queste conquiste. Vi è un continuo dinamismo nella vita politica e sociale perché le diverse forze sono sempre in lotta per acquisire una parte più ampia di autorità. Uno dei fattori per cui il regime istituzionale fiorentino resta saldo nei secoli è la capacità di prevedere e regolare gli eventi straordinari che si verificano nello Stato. Quando cambia l’influenza di una forza politica ciò si ripercuote sull’ordinamento giuridico con atto, sì rivoluzionario ma incruento, che cambia il rapporto con cui si partecipa alla sovranità senza modificare le istituzioni (anche nel breve periodo dei Ciompi). 1 G. GUIDI, Il governo della città repubblica di Firenze del primo Quattrocento. Politica e diritto pubblico, Firenze, 1981 (Biblioteca storica toscana) pp. 5-30. 2 BARTOLO DA SASSOFERRATO Tractatus de regimine civitatis cit. da G. Guidi, Il governo, I, p. 30.
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Gli statuti del vicariato del Podere Fiorentino: Palazzuolo (1406) e Firenzuola (1418)

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Informazioni tesi

  Autore: Luigi Lauro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Padovani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

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Parole chiave

storia del diritto italiano
vicariato del podere fiorentino
vicariati
repubblica di firenze

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