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Gli statuti del vicariato del Podere Fiorentino: Palazzuolo (1406) e Firenzuola (1418)

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11 Guida collettiva della cosa pubblica. Tutti gli organi e le cariche dello Stato, delle compagnie del popolo, delle arti e della parte guelfa, sono elettivi, sono retti collegialmente e ogni deliberazione viene presa con il voto favorevole di oltre il 50% dei membri che partecipano alla riunione; per le deliberazioni più importanti è richiesta una maggioranza qualificata. Il voto è segreto. Agli uffici della città repubblica, dai più elevati ai meno importanti, direttivi o esecutivi, si accede per elezione. Ciò contribuisce all’ostilità verso qualsiasi forma di asservimento; gli incarichi sono accordati non da persone, famiglie o correnti, ma impersonalmente dallo stato o dagli altri istituti politici. Con lo squittinio, antica forma che significa scrutinio, si ha una larga partecipazione del popolo. La durata delle cariche pubbliche è brevissima; 2-4 mesi. Per gli incarichi esecutivi è di 6 mesi-1 anno. I divieti per il reincarico della stessa persona allo stesso ufficio o concorrente è di tre o due anni per i posti di maggiore importanza, un anno o sei mesi per i minori. E’ proibita ogni forma di propaganda elettorale. Un istituto non opera mai da solo perché le sue deliberazioni sono la risultante della volontà di più organi. Ogni ufficio di una qualche importanza ha al suo fianco uno o più istituti qualificati a collaborare con esso nell’assolvimento del compito anche se ad ogni organo è riconosciuta la piena sovranità. L’estendersi o il restringersi dei compiti di un istituto deriva anche dall’influenza che questo gode e dall’ascendenza dei titolari che lo reggono in questo breve periodo. La pluralità di organi che reggono lo Stato, l’assenza di funzioni esclusive, consentono risoluzioni di problemi e approfondimenti politici, in quei tempi, sconosciuti nelle altre realtà politiche. Non vi è gerarchia di istituti, non vi è distinzioni di poteri, ma una divisione orizzontale del potere. Fulcro del governo sono il priorato (8 membri) e il gonfaloniere di giustizia, che per discutere e deliberare su quasi tutti i problemi, anche di ordinaria amministrazione, si riuniscono con i 12 buonuomini e i 16 gonfalonieri di compagnia. Essi prendono verso la fine del Trecento il nome di maggiori uffici. I membri che ricoprono questi istituti iniziano il loro compito in tempi diversi e decadono in momenti diversi. Non hanno poteri vasti perché molte funzioni pubbliche non sono di loro

Anteprima della Tesi di Luigi Lauro

Anteprima della tesi: Gli statuti del vicariato del Podere Fiorentino: Palazzuolo (1406) e Firenzuola (1418), Pagina 8

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Luigi Lauro Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

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