Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

''Cavalieri dell'intelletto'' tra potere e cultura: Federico II e Franco Battiato

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

18 moschee, le vie, i parchi attiravano viaggiatori alla ricerca di quiete e di ispirazione per i loro versi. Federico ebbe la fortuna di crescere in un luogo che oggi definiremmo l’ombelico del mondo, dove si incontravano facce e culture nuove, dove tutto invitava a lasciarsi trasportare dal piacere per le cose belle. In questa calda e afosa città, Federico e il suo seguito trascorrevano festose serate in compagnia di splendide danzatrici orientali, accompagnate da canzoni d’amore arabe, al suono dei liuti, sorseggiando dolce vino moscato, famoso nel resto del mondo. Le feste si svolgevano prevalentemente nei lussureggianti giardini, ricchi di ogni genere di alberi e cespugli aromatici, come l’alloro e il mirto. In questi luoghi l’aria a primavera era densa del profumo degli agrumeti e dei mandorli in fiore che si rispecchiavano nelle limpide e fresche acque dei ruscelli e dei laghetti artificiali. Qui Federico poteva rifugiarsi nei suoi frequenti momenti di solitudine, durante i quali si sottraeva alla vigilanza delle persone di cui non si fidava, per godere solamente della presenza di animali e uccelli. Per quanto strano possa sembrare, infatti, Federico amava spesso trascorrere del tempo in solitudine. Forse perché troppo pressato fin da giovane da gravosi impegni di governo, egli cercava in questi momenti la quiete e la tranquillità che solo poteva venirgli dalla contemplazione quasi estatica della natura. Deve aver passato molto tempo ad osservare il volo degli uccelli e in particolar modo dei falchi, cui, una volta adulto, dedicò quello che ancora oggi è il più noto trattato di falconeria, il De Arte Venandi Cum Avibus. Questo testimonia ancora una volta la sua personalità curiosa ed attenta, critica e inquieta, tesa al raggiungimento della conoscenza; attitudini, queste che lo avvicineranno con vivo interesse al mondo arabo, con le sue tradizioni filosofiche e culturali. Negli anni del suo impero i contemporanei parlano di Federico come di un sovrano che sa leggere e scrivere l’arabo, tiene ancelle, paggi ed eunuchi musulmani, così come musulmani sono i grandi del regno, i

Anteprima della Tesi di Francesca Sassone

Anteprima della tesi: ''Cavalieri dell'intelletto'' tra potere e cultura: Federico II e Franco Battiato, Pagina 13

Tesi di Laurea

Facoltà: scienze sociali e della comunicazione

Autore: Francesca Sassone Contatta »

Composta da 166 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 4066 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.