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Un centro calzaturiero delle Marche: Porto Sant'Elpidio dal secondo dopoguerra ad oggi

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20 economicamente trainante di tutto il territorio comunale e ci permette di capire perché nel capoluogo ci fosse stata, e ci sarà dopo la guerra, tanta opposizione alla concessione dell’autonomia. Inoltre nel 1932 il territorio di Porto Sant’Elpidio viene riconosciuto come “stazione di cura e di soggiorno” e questo incrementò le presenze di turisti. Nello stesso periodo il capoluogo sembra più attento alle esigenze del sua frazione, cosa questa che sembra inevitabile data la sua accresciuta importanza: dal 1926 al 1936 sono realizzati nuovi acquedotti, il campo sportivo, il cine-teatro in muratura, un lavatoio, la pescheria, una casa per il pronto soccorso, viene adattata villa“Bernetti” a edificio scolastico, si istituisce una scuola di musica ed è aperto un distributore AGIP di benzina. Tutto questo però non sembrò sufficiente agli abitanti del Porto dato che, dal 1936 al 1940, ingaggiarono una lotta per certi versi sotterranea, fatta per lo più di lettere anonime alle autorità competenti, per denunciare l’amministrazione del podestà Martinelli fino ad ottenere che non fosse riconfermato in seguito ad un ispezione ministeriale; alla polemica sulla concreta gestione delle risorse naturalmente si intrecciavano volontà separatiste ma queste ultime, come detto prima, restarono disattese. Il malcontento per di più poteva anche essere alimentato dal regime autarchico voluto dal fascismo che rendeva problematico l’approvvigionamento di pellami esteri e le esportazioni,

Anteprima della Tesi di Luca Torretti

Anteprima della tesi: Un centro calzaturiero delle Marche: Porto Sant'Elpidio dal secondo dopoguerra ad oggi, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Torretti Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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