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Un centro calzaturiero delle Marche: Porto Sant'Elpidio dal secondo dopoguerra ad oggi

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19 i.2 – Il periodo fascista Negli anni del “ventennio” il desiderio di indipendenza cova sotto la cenere del regime e gli unici tentativi di smuovere le acque sono affidati ad azioni isolate, semi-clandestine, sfruttando le conoscenze di Nicola Pennesi 7) con personaggi influenti ma, questo a parte, la situazione rimane immutata fino al 1946. Altrettanto non può dirsi per quanto riguarda la vita economica e sociale della frazione la cui popolazione continua a crescere: nel 1931 i residenti sono 3837, cinque anni dopo 4105. Lo sviluppo prosegue lungo le tre direttrici prima indicate e in un rapporto del commissario Pascale al Prefetto si fa presente che al Porto, nel gennaio 1941, sono presenti circa 6.500 abitanti, 3 grandi fabbriche di calzature e di pantofole con 300 operai, 20 medie con 600 operai, 100 piccole con 700 operai, lo stabilimento di concimi con 100 dipendenti e un altro per la cernita degli stracci con 200 8) . Quindi nelle industrie della frazione erano impiegati circa 1900 persone; in una relazione dello stesso commissario di qualche mese dopo, a proposito però di tutto il comune, si parla di 2150 addetti: questo dato ci fornisce un’ idea piuttosto chiara di come il Porto fosse diventato il polo industriale e, quindi, 7) Alcune vicende a questo proposito sono raccontate, con una coloritura al limite del romanzesco, in ALFREDO ZALLOCCO, Nicola Pennesi e il suo Porto Sant’Elpidio, Edizioni La Rapida, Fermo, 1976 8) Qualche numero, in particolar modo quello degli abitanti, potrebbe essere sovrastimato dato che il rapporto voleva sollecitare il potenziamento della locale caserma dei carabinieri

Anteprima della Tesi di Luca Torretti

Anteprima della tesi: Un centro calzaturiero delle Marche: Porto Sant'Elpidio dal secondo dopoguerra ad oggi, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Luca Torretti Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

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