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Il Popolo e la seconda richiesta di adesione della Gran Bretagna alla CEE

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I Tratto dal Cap 5 - La complicità della Germania La linea editoriale nei confronti della Repubblica Federale Tedesca andò di pari passo con lo sviluppo degli eventi. Sin dall’ inizio di tutta la vicenda politica, durante la gran parte degli avvenimenti la Germania venne lasciata sullo sfondo, quasi a mitigare il suo ruolo, che però venne sempre più preso in considerazione, fino a quando dopo il veto di De Gaulle, le venne imputato, anche se in modo non eccessivamente critico per paura di allontanarla dal blocco occidentale, di non essere completamente allineata con le scelte politiche del gruppo dei Cinque 1 . Il quotidiano “Il Popolo” tese ad evitare una critica diretta delle posizioni politiche del governo tedesco, limitandosi il più delle volte a riportare le reazioni della stampa estera in articoli di approfondimento politico; ma utilizzò un taglio giornalistico nei propri articoli, anche per quelli di semplice cronaca degli eventi, mirante a non compromettere la delicata situazione politica tedesca in Europa. Soprattutto dopo l’annuncioo di Wilson del Novembre 1966 e durante tutto il corso dell’anno successivo, il compito di commentare la politica della Germania venne “affidato”, in molti casi, alla stampa estera, in particolare a quella inglese, che biasimava la mancanza di un intervento diretto del governo tedesco teso a influire sulla decisione di De Gaulle. Nel periodo iniziale l’ attenzione fu rivolta a commentare il rapporto della Germania federale con la Francia, anche perché nella Repubblica federale tedesca c’ era stata di recente la nomina del nuovo cancelliere Kiesinger e del suo governo; era necessario vedere, sin gli esordi, la nuova impostazione che sarebbe stata data, rispetto al precedente governo Erhard, al rapporto con la politica di De Gaulle.La Germania venne semplicemente definita lontana e divergente dalle posizioni e dalle valutazioni della Francia riguardo la questione dell’ adesione inglese, come appare evidente nel seguente commento: Il silenzio ufficialmente sulla questione, pur centrale per l’ avvenire della comunità economica europea, della richiesta inglese di adesione, lascia trasparire evidenti divergenze di valutazione fra i due governi a questo proposito, solo in parte superate e attenuate dalla comune “simpatia” espressa per l’ iniziativa italiana di un “vertice” europeo, al quale viene esplicitamente demandata ogni decisione 2 . Tale era la convinzione sulla indipendenza politica tedesca che si giunse al punto di sostenere, sin dagli inizi del 1967, la tesi che sarebbe stato improbabile che la Repubblica Federale Tedesca non avrebbe respinto la tentazione di compiacere alle volontà antibritanniche del Generale 3 . 1 Cfr. Nota n.27 del Primo Capitolo 2 Cfr.“La Discussione” “Lo “spirito” del trattato di Roma ricostruito nell’ incontro di Parigi” n. 678 del 22/1/1967 pag. 7 3 Cfr.“Il Popolo” “Kiesinger a Parigi il 13 e il 14 gennaio” 8/1/1967 pag. 7
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Il Popolo e la seconda richiesta di adesione della Gran Bretagna alla CEE

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Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Maiello
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Leopoldo Nuti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

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