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Il Popolo e la seconda richiesta di adesione della Gran Bretagna alla CEE

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IV Sei a Roma. Per il resto si tratta di argomenti destinati a fare il buon peso. L’ entrata inglese nel MEC resta un soggetto sul quale i disaccordi traspaiono, anche per il momento ( per ragioni elettorali a Parigi, per questioni di prestigio a Bonn ) non li si vuol mettere in evidenza. Il fatto che non esista la più lontana allusione a problemi monetari internazionali, alla NATO, alle posizioni rispettive circa il Vietnam, alle relazioni tedesco americane, fornisce la dimostrazione di una precisa volontà dei due interlocutori di non impegnare una corsa su un terreno troppo irto di ostacoli. Positivo, certamente, l’ incontro, ma anche dilatorio. Quello che può sembrare importante – ai fini della interpretazione di una filosofia politica – è l’ insistenza, specie da parte francese, nel parlare di cooperazione. Nella ritrovata cordialità si tratta di un passo indietro, senza dubbio, rispetto alla “politica comune” della quale il patto fra De Gaulle eAdenauer voleva essere nel 1963, la “magna charta 9 . Il governo di Bonn voleva in ogni modo evitare che la Germania rimanesse isolata nel contesto atlantico. Con l’ obiettivo della riunificazione sempre al primo posto della politica estera tedesca, alla Germania federale rimaneva soltanto la strada della riconciliazione con la Francia, dal momento che la Gran Bretagna non era più una potenza mondiale su cui fare riferimento; gli USA avevano invece in quel periodo spostato la direzione della loro politica in Asia, per la questione della guerra del Vietnam, disinteressandosi dell’ Europa, situazione che ritenevano stabilizzata. Il governo tedesco sperava nella mediazione della Francia a Mosca, per garantire sulla buona condotta della Germania al fine di trovare una soluzione per la delicata questione orientale. Pietro Quaroni prese una posizione molto scettica sulle possibilità di riuscita di questa strategia politica: Quanto tempo ci vorrà, ancora, perché in Germania ci si renda conto che la Francia a Mosca conta soltanto in quanto guastatore zelante dell’ alleanza atlantica e dell’ integrazione europea, ma che, per il resto, non conta assolutamente niente? 10 . Inoltre in Germania si erano create delle divisioni all’ interno sia delle istituzioni sia dell’ opinione pubblica sulla questione dei rapporti con la Francia, ma non si poteva mettere a repentaglio, da parte tedesca, l’ unica strada esistente per la risoluzione del problema della riunificazione, pur improbabile che fosse. Il disorientamento della Germania non sarebbe stato risolvibile, a detta di Quaroni, nel breve periodo, sconfessando lo stesso governo tedesco in carica : Un uomo del calibro di Adenauer potrebbe trovare una via di uscita; e forse nemmeno lui: comunque quest’ uomo non c’è. Una vera decisione ferma non la avremo noi, ma non uscirà nemmeno dai prossimi colloqui di Parigi 11 . 9 Cfr.“Il Popolo” “Positivi ma dilatori i colloqui di Parigi” 15/1/1967 pag. 1 10 Cfr. “La Discussione” “L’ Europa della discordia nelle mani del Generale” n. 1del 13/1/1968 11 Cfr. “La Discussione” “Il pericolo dell’ isolamento” n. 5 del 10/2/1968

Anteprima della Tesi di Massimiliano Maiello

Anteprima della tesi: Il Popolo e la seconda richiesta di adesione della Gran Bretagna alla CEE, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Massimiliano Maiello Contatta »

Composta da 199 pagine.

 

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