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Il Popolo e la seconda richiesta di adesione della Gran Bretagna alla CEE

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VIII La Germania era sempre molto attenta a tutti i movimenti diplomatici e politici della Francia, e adattava la sua linea di condotta a quella francese. Per il quotidiano la riprova di questo atteggiamento politico tedesco fu soprattutto la questione della convocazione di un eventuale vertice europeo entro il 1967, che rappresentava la grande speranza tedesca per dare inizio ad una attività politica più intensa. Invece questa eventualità, agognata anche dal governo italiano, lentamente si tramutò in una flebile possibilità, che infine si spense completamente a causa del sottile indugiare tedesco dovuto all’ atteggiamento ostile della Francia gollista nei confronti dell’ adesione della Gran Bretagna e nell’ interesse germanico di evitare il sorgere di nuove tensioni all’ interno della CEE su altre tematiche importanti: Bonn si sarebbe, cioè, convinta della inutilità di forzare il passo, visto che Parigi non intende marciare con lo stesso ritmo degli altri cinque della CEE e il governo federale avrebbe accettato di temporeggiare, senza però che questa sosta forzata significhi anche inattività: come ha detto Schiller alla seduta di Lussemburgo, si potrebbe invece profittare per cercare di spingere tanto avanti il processo di sviluppo economico europeo da consentire poi alla Gran Bretagna e agli altri futuri membri, di firmare per le tre Comunità un unico trattato 21 . Nell’ autunno del 1967 divenne sempre più chiaro a giudizio de “Il Popolo” che la Germania federale fosse sì favorevole all’ adesione inglese, ma che per Bonn le obiezioni francesi, “i legittimi argomenti”, fossero validi nella maniera più assoluta, e premessa di un discorso comunitario teso ad evitare una “politica dura” nei confronti della Francia. Vennero riportate le caute dichiarazioni di Brandt e Kiesinger, dopo il dibattito al Bundestag relativo alle questioni di politica estera, che sottolineavano la condotta tedesca. Brandt disse a proposito della richiesta di Londra: “un’ occasione storica che non bisogna lasciarsi sfuggire… gli argomenti francesi non sono da prendere alla leggera” 22 , mentre Kiesinger completò il quadro affermando: “opporsi seccamente a De Gaulle significherebbe solo compromettere le possibilità di riuscita di una futura trattativa fra la Gran Bretagna e il MEC” 23 . Il malcontento di Gianfranco Rossi venne palesato nella sua risentita considerazione finale: Parole che non stupiscono perché era ben noto che se Bonn si augura da una parte l’ adesione britannica alla comunità, l’ Europa si preoccupa dall’ altra parte di non urtare la suscettibilità di De Gaulle. Fra l’ altro Brandt deve incontrare lunedì prossimo – a Parigi – il suo omologo Couve 21 Cfr.“Il Popolo” “Difficile per Bonn un vertice europeo” 5/10/1967 pag. 1 22 Cfr.“Il Popolo” “Tra l’ Inghilterra e il MEC linea mediana della Germania” 14/10/1967 pag. 1 23 Ibidem
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Informazioni tesi

  Autore: Massimiliano Maiello
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Leopoldo Nuti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 199

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