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Diritto comunitario e diritto penale: la domanda di tutela comunitaria e l'offerta nazionale

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11 Così, parallelamente alla riunione sull’unità economica e monetaria, in un’altra conferenza intergovernativa si sono decisi i provvedimenti necessari per modificare i trattati comunitari in vista dell’attuazione dell’Unione europea, precisando le competenze da trasferire alla Comunità e collegando il principio della sussidiarietà al diritto europeo. 4 Doveva inoltre essere assicurato che la Comunità e gli Stati membri assumessero maggiori responsabilità in campo di politica estera e di sicurezza, rafforzando contemporaneamente la cooperazione in materia di giustizia e affari interni. 4 Il principio di sussidiarietà è stato introdotto dal Trattato di Maastricht come contrappeso alle nuove competenze comunitarie da esso stabilite. Tale principio non è nuovo nello storico dibattito sulla ripartizione delle competenze e sulla cooperazione tra Comunità e Stati membri, poiché già nel 1975 si affermava che la Comunità avrebbe avuto competenza, proprio in applicazione del principio di sussidiarietà, solo in quelle materie che i singoli Stati non erano in grado di affrontare con efficienza, senza tuttavia dar vita ad una struttura di tipo federale. Congelato poi, a causa della preoccupazione di alcuni Stati di veder limitati i loro poteri, il dibattito sulla sussidiarietà ha preso nuova linfa negli anni ’80 in occasione della presentazione del progetto di trattato sull’Unione europea (c.d. Progetto Spinelli). Il Progetto prevedeva una netta distinzione tra le materie di competenza esclusiva della Comunità (es. completameno del mercato interno, politica agricola etc.) e quelle di competenza concorrente con gli Stati membri (es. politiche settoriali dei trasporti, industria, energia etc.). Il Progetto Spinelli, sebbene fallito, ha rappresentato un importante passo verso la formalizzazione del principio in esame avviato con l’Atto Unico europeo del 1986 e realizzatosi poi con il Trattato di Maastrich. Con questo trattato l’intervento della Comunità in via sussidiaria si amplia notevolmente: all’art. 5 del Trattato CE (ex art. 3 B) si afferma che “nei settori che non sono di sua competenza la Comunità interviene secondo il principio di sussidiarietà, soltanto se e nella misura in cui gli obbiettivi dell’azione prevista non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell’azione in questione, possono essere realizzati meglio a livello comunitario”. L’intervento della Comunità, secondo quanto disposto dall’art. 5, 3° comma, TCE non deve andare “al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obbiettivi del presente trattato”: al principio di sussidiarietà viene così affiancato il c.d. principio di proporzionalità.

Anteprima della Tesi di Martina De Martino

Anteprima della tesi: Diritto comunitario e diritto penale: la domanda di tutela comunitaria e l'offerta nazionale, Pagina 3

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Martina De Martino Contatta »

Composta da 282 pagine.

 

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