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La somministrazione di lavoro

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12 Tale contesto economico sociale ha comportato la riforma del mercato del lavoro contenuta nel libro bianco di Biagi: in cui emerge lo studio del termine flessibilità della forza lavoro in entrata, ma soprattutto si cerca di individuare una linea di demarcazione della flessibilità così detta buona che aiuta l’occupazione 30 dalla cattiva e/o negativa che permette anch’essa l’accesso al lavoro, ma penalizza il lavoratore nella sua dignità sociale. Si perviene al concetto di flessibilità positiva nel diritto del lavoro intesa come articolazione delle tutele nell’ambito dello stesso tipo in ragione della presenza o assenza di requisiti o modalità della prestazione o del rapporto, e perciò come sottrazione di una norma o di un blocco di norme del lavoro subordinato 31 . Il contesto generale che porta alla legge delega n. 30 del 2003 è diversificato, la esigenza di migliorare le opportunità di lavoro si allargano ora a gruppi diversificati di soggetti deboli sul mercato del lavoro: gli outsider soggetti residenti in aree depresse, come il mezzogiorno; i flessibili soggetti alla durata dei cicli produttivi, i sub-fornitori in cui emerge un nuovo squilibrio contrattuale tra imprenditori ed i cognitivi, ossia il lavoratore maggiorenne 32 dotato di forza contrattuale per ragioni di mercato o di elevata professionalità. La rapida crescita di questi nuovi soggetti bisognosi e non di tutela pone problemi imprevisti al diritto del lavoro aggiungendosi all’urgenza, non solo in Italia, ma in un contesto più ampio, come quello Europeo 33 di ridurre il tasso di disoccupazione elevato; non si tratta più di tutelare relativi gruppi circoscritti di lavoratori, ma di ridistribuire le occasioni scarse di lavoro e di promuovere nuovo impiego tout court nella forma flessibile che apre la via al lavoro subordinato a tempo indeterminato. Inizia con il recepimento della direttiva europea 99/70/CE in materia di contratto a termine, attuata con il D. lgs. n. 368/2001 l’allontanamento dall’obiettivo finale, per mezzo dei contratti flessibili, del contratto a tempo indeterminato, come forma comune dei rapporti di lavoro così come afferma la direttiva, incorrendo nella violazione della clausola di non regresso 34 posta dall’Ue a tutela dei lavoratori riversata, oggi, nel D. lgs. n. 276/2003 nella tipologia di somministrazione a termine. 30 M. Biagi “La buona flessibilità aiuta l’occupazione”, Il Sole 24 Ore, 11/10/2001. 31 G. Arrigo op. cit., p. 2. 32 Si v. Pietro Ichino “ Il diritto del lavoro e i confini dell’impresa”, DLRI, n. 82-83, 1999, 2-3, individua la figura del lavoratore maggiorenne. 33 La produzione normativa comunitaria, in materia di politiche sociali, nella prospettiva di una armonizzazione della disciplina del mercato del lavoro e dei rapporti di lavoro all’interno dei singoli stati membri dell’Ue, stia fortemente condizionando l’evoluzione e/o involuzione della legislazione interna del nostro paese. Vedi infra p. 27 e ss. 34 Si v. M. Roccella “Prime osservazione sullo schema di decreto legislativo sul lavoro a termine”, 2001.
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La somministrazione di lavoro

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Informazioni tesi

  Autore: Antonia Pulpito
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Gianni Arrigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 170

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collocamento
espansione e contrazione del diritto del lavoro;
il comando o distacco;
insider/outsider/subfornitura;
lavoratore cognitivo/riflessivo;
modernizzazione del diritto del lavoro;
outsorcing, impresa verticale/orizzontale;
rigidità e flessibilità del mercato del lavoro;
riregolazione e deregolazione: diritto del lavoro;
tasso occupazionale, polica sociale dell'ue;

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