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San Francesco alla corte del sultano. Fallimento del dialogo interreligioso all'alba del XIII secolo?

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9 La seconda crociata (1145-48), difatti, viene a seguito del risveglio dell’Islam: il governatore di Mossul, ‘Imād ad-Dīn Zengī, ottiene un reale sostegno popolare al suo appello alla jihād e riesce a conquistare Edessa, la capitale del primo stato fondato dai franchi in Oriente. Gli eserciti che si schierano in campo per l’Occidente sono quello tedesco di Corrado III e quello francese di Luigi VII. Le forze tedesche vengono rapidamente annientate nel 1147 e l’anno seguente la fanteria franca subisce lo stesso destino. I contingenti rimasti, riunitisi a Gerusalemme, decidono di attaccare Damasco ma, alla notizia dell’avvicinarsi dell’esercito nemico, fuggono ignominiosamente. L’ideale crociato sembra morire sotto il mare di critiche e l’accusa della sconfitta come castigo divino per i peccati commessi dai crociati. Ma il 1187 è una data cruciale: il Saladino (Salāh ad-Dīn Yūsuf ibn Ayyūb), unificatore dell’Egitto e della Siria e padrone dell’Iraq, annienta l’esercito franco ad Hattīn e riconquista facilmente Gerusalemme. La chiamata alle armi di Clemente III per la terza crociata (1188-92) è ascoltata dall’Imperatore Federico Barbarossa, dal re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone e dal sovrano capetingio Filippo Augusto. Come nella crociata precedente il basileus di Costantinopoli crea difficoltà al passaggio dei soldati tramando persino il tradimento ma viene scoraggiato dalle minacce dei crociati. Dopo un promettente avvio però l’esercito tedesco è costretto a rinunciare: Federico Barbarossa muore annegato durante un guado in Cilicia. L’esercito franco di Filippo invece ritorna in patria dopo aver liberato San Giovanni d’Acri, che sarà per i cent’anni a venire la capitale del secondo Regno Latino, senza però tentare di spingersi oltre. Resta solo l’esercito inglese di Riccardo: dopo una serie di esaltanti vittorie che lasciano libera la strada per Gerusalemme e che spingono il Saladino a proporre uno stato misto franco-musulmano con Gerusalemme città aperta, all’ultimo il re inglese preferisce impadronirsi di una ricca carovana proveniente dall’Egitto piuttosto che sferrare il colpo decisivo. Smanioso di ritornare in patria dove suo fratello, Giovanni Senza Terra, trama contro di lui, conclude una pace frettolosa in cui viene riconosciuto il nuovo stato latino e l’accesso a Gerusalemme è garantito ai pellegrini disarmati. L’esito perciò è miserevole: la città santa è ancora in mano ai musulmani e il Regno Latino è ridotto a una lingua di terra affacciata sul mare.

Anteprima della Tesi di Linda Sezzi

Anteprima della tesi: San Francesco alla corte del sultano. Fallimento del dialogo interreligioso all'alba del XIII secolo?, Pagina 12

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Linda Sezzi Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

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