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San Francesco alla corte del sultano. Fallimento del dialogo interreligioso all'alba del XIII secolo?

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11 intravedono il monopolio del commercio nel Levante, e dai soldati, accecati dalla possibilità di ricchi bottini. Come sembra isolata in questi frangenti la voce di san Francesco, che nel bel mezzo dei combattimenti è giunto fin qui a predicare e a lanciare l’idea di una missione presso gli infedeli. E’ dunque la fazione del legato a prevalere, inducendo i crociati a respingere le proposte di pace di al-Kāmil; così Damietta capitola sotto la furia crociata. Che i crociati abbiano potuto prendere piede in Egitto ha un’enorme risonanza nel mondo islamico come pure in quello cristiano: così, i saraceni danno la Palestina per persa e ne smantellano le fortificazioni fino a Gerusalemme compresa, mentre i cristiani prestano fede alle predizioni che avvertono dell’imminente caduta di Alessandria e di Damasco, e si attendono l’intervento risolutivo di Federico II, che ha preso la croce nel 1215. Nel campo crociato tuttavia i dissensi si acuiscono: Giovanni di Brienne, disgustato dalla pretenziosità del legato, lascia Damietta nel marzo del 1220, e l’esercito franco se ne sta per un anno con le mani in mano ad aspettare ipotetici rinforzi dall’Occidente. Frattanto in Palestina al-Mu‘azzam, fratello del sultano, si impadronisce di Cesarea, mentre giungono aiuti anche dalla Siria e dalla Mesopotamia, e in Egitto al-Kāmil fa costruire la fortezza di Mansura. Bruscamente, il 29 giugno 1221, Pelagio dà il segnale della marcia sul Cairo. Fermati dalla fortezza di Mansura e dalla piena del Nilo, accerchiati nel pantano dai musulmani, i crociati capitolano il 30 agosto con la promessa formale di abbandonare Damietta e di liberare i prigionieri, contro la garanzia di poter fare liberamente ritorno a San Giovanni d’Acri e di una tregua di otto anni. Cominciata sotto i migliori auspici, la grande campagna d’Egitto è finita in un gigantesco tracollo: l’ostinazione di Pelagio, la scarsità di effettivi, l’egoismo mercantile degli italiani hanno fatto sfumare l’occasione di riprendere senza combattere il regno di Gerusalemme. La sesta crociata (1228-29) è un impegno inevitabile per l’Imperatore Federico II, crocesegnato fin dal 1215, ma, trattenuto prima dagli affari tedeschi e quindi dall’incoronazione imperiale, tarda a rispondere ai pressanti inviti di Onorio III. Per spronarlo, il papa concepisce nel 1223 il progetto di dargli in moglie la figlia di Giovanni di

Anteprima della Tesi di Linda Sezzi

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Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Linda Sezzi Contatta »

Composta da 241 pagine.

 

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