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La grande distribuzione nel settore degli articoli sportivi: evoluzione storica e tendenze attuali

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15 Infine, le carte fedeltà, nate con natura prettamente finanziaria per offrire buoni sconto e premi ottenibili con l’accumulo di predefiniti limiti di spesa, in un’ottica di fidelizzazione della clientela, hanno subito una radicale trasformazione d’uso; oggi (a proposito vedere i lavori di Ziliani, Università di Parma) sono strumento privilegiato delle strategie di micromarketing e marketing one- to-one, attraverso il patrimonio informativo da esse ottenibile, tipo caratteri socio-economici dei possessori, frequenza di spesa, scontrino medio, prodotti acquistati e relazioni fra gli stessi,. 4) servizi para-commerciali: in questa categoria vengono ricompresi tutti quei fattori di differenziazione del punto vendita offerti ai consumatori attingendo soluzioni da ambiti non direttamente collegabili al commercio. Molto in voga sono le diversificazioni attraverso strumenti importati dal settore del entarteinment, tanto da coniare il neologismo retailment (retail+entarteinment): ecco che le imprese commerciali giungono ad offrire postazioni internet ad accesso libero, sale cinematografiche, sale giochi, spazi per spettacoli musicali e cabarettistici, strutture sportive e quant’altro possa aiutare a far prevalere le motivazioni edonistiche (socializzazione, coinvolgimento e divertimento) su quelle utilitaristiche (minimizzazione del costo totale di approvvigionamento) all’interno della shopping-experience (concetto che sarà sviluppato nel capitolo 6). Altri esempi riportabili tra le soluzioni più ambiziose, proposte soprattutto dalle maggiori insegne della distribuzione alimentare, sono le diversificazioni nelle stazioni di servizio, nelle agenzie di viaggio e nei servizi assicurativi 1.3: formula distributiva come paniere di attributi Seguendo questa impostazione, che vede una formula distributiva come combinazione di servizi elementari, diventa pertinente utilizzare un modello caro agli studiosi di marketing, che analizza il prodotto commerciale come paniere d’attributi, cioè come (Lambin, 2001) “insieme di valori forniti al consumatore necessari a soddisfare una struttura di bisogni complessa”. In questa ottica si distinguono tre tipologie di servizi forniti al potenziale acquirente: - un servizio di base, che corrisponde all’utilità funzionale di prodotto, cioè tutto ciò che è ritenuto imprescindibile trovare durante una visita al punto vendita; per il prodotto commerciale questo significa presentare un assortimento, fornendo innanzitutto il servizio logistico (utilità di tempo e di luogo), unito alla funzione informativa di base (profondità) - i servizi necessari, che sono le modalità di produzione e ciò che accompagna il servizio di base tendenzialmente ritenute indispensabili dal consumatore, in base alle proprie esperienze passate e al posizionamento nella sua mente della formula proposta. Qui possiamo trovare gran parte dei servizi

Anteprima della Tesi di Michele Di Gallo

Anteprima della tesi: La grande distribuzione nel settore degli articoli sportivi: evoluzione storica e tendenze attuali, Pagina 10

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Michele Di Gallo Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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