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La grande distribuzione nel settore degli articoli sportivi: evoluzione storica e tendenze attuali

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9 nel tempo, con l’espressione di più approcci diversi e la conseguente richiesta di un ventaglio di formule distributive altrettanto eterogeneo; per i distributori questo stato di cose ha richiesto una ricerca spinta verso soluzioni innovative che potessero soddisfare al meglio le richieste e le necessità del mercato non più solo in termini di singoli prodotti acquistabili, bensì in quelli di qualità dei luoghi di vendita e di quantità e qualità di servizi commerciali proposti all’interno. Con questa premessa si capisce come anche le imprese commerciali abbiano iniziato a perseguire proprie precise strategie di marketing, utili ad una suddivisione del mercato di riferimento in segmenti omogenei di consumatori in quanto a comportamento d’acquisto, al fine di posizionare di conseguenza il loro prodotto commerciale, in relazione alle competenze interne e allo stato della concorrenza, attraverso una differenziazione dello stesso molto puntuale. Questo passaggio logico da un settore retail supino rispetto all’industria ad uno molto attivo nel proporre soluzioni innovative al mercato, trova la sua principale spiegazione in un singolo fattore, e cioè la migliore conoscenza del consumatore ottenibile dalle imprese commerciali. La possibilità, preclusa ai produttori, di monitorare il processo d’acquisto in termini di tipologia e quantità di beni scelti, tempo dedicato, interazione con altri clienti o con il punto vendita e soprattutto di soddisfazione verso l’esperienza proposta, testimoniata dal grado di fedeltà all’insegna, hanno consentito ai distributori di migliorare le proprie offerte in maniera più diretta e tempestiva di quanto potesse fare l’industria. Il fine ultimo degli sforzi delle imprese commerciali è quello di fare in modo che i consumatori antepongano la scelta del luogo dove effettuare gli acquisti agli acquisti stessi: operando in questa direzione, il comparto distributivo può raggiungere il massimo vantaggio competitivo ipotizzabile, cioè far prevalere la fiducia verso l’insegna (store loyalty) a quella verso la marca o il singolo prodotto (brand loyalty). Nel proseguo del capitolo l’obbiettivo sarà quello di esaminare come le imprese commerciali possano perseguire questo cammino verso la differenziazione delle proprie proposte. Si partirà dal presupposto che anche esse, nella stessa direzione dell’industria, propongano al mercato un prodotto, denominato commerciale, definito (Sciarelli – Vona, 2000) come “aggregato di servizi elementari combinati in modo da soddisfare i bisogni di un determinato segmento di domanda”. Nel prossimo paragrafo si darà spiegazione di cosa si intende per servizi commerciali elementari, per semplicità espositiva divisibili in logistici, informativi e complementari.

Anteprima della Tesi di Michele Di Gallo

Anteprima della tesi: La grande distribuzione nel settore degli articoli sportivi: evoluzione storica e tendenze attuali, Pagina 4

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Michele Di Gallo Contatta »

Composta da 142 pagine.

 

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