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Il grano in Sicilia nei secoli XIII-XV

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11 non partecipavano al governo comitale di Ruggero II e Maione 12 di Bari fu nominato ammiraglio e responsabile della politica del Regno. Questo mutamento di carattere amministrativo e strutturale, insieme al controllo locale effettuato da una nuova figura, quella del “giustiziere” con compiti di dirimere vertenze sorte tra vassalli e di compiere indagini sui confini dei possedimenti di questi, non trovò d’accordo gran parte dei potenti baroni e della popolazione. Dopo la morte di Maione, infatti, il controllo feudale non subì modifiche di rilievo, anche se con la fine del regno di Guglielmo I si venne ad instaurare quella distinzione all’interno della classe baronale esistente precedentemente. A Guglielmo I succedette il figlio minore sotto la reggenza di Margherita di Navarra e con l’appoggio di alcuni consiglieri fidati, fino al raggiungimento della maggiore età. Modifiche sull’amministrazione dei fondi furono introdotte anche da Guglielmo II, che intervenne nel settore della cessione dei feudi praticato dai suoi vassalli. Fu lui stesso ad imporre la cessione ad altri dei beni concessi precedentemente ai fedeli della dinastia. Si preoccupò che nella cessione il cedente non restasse debole concedendogli alcune entrate dei feudi limitrofi, ne regolò approssimativamente la successione feudale e ciò portò ad un incremento della frammentazione dei fondi. Lo sviluppo del latifondo in Sicilia conobbe una rapida espansione sotto la conquista dei Normanni che riuscirono a creare un consistente ceto di feudatari laici e allo stesso tempo furono generosi 12 “ In seguito alla sua ascesa, i consiglieri siciliani del re di origine nobiliare cercarono solidarietà negli altri feudatari, sia dell’isola sia delle regioni continentali del Regno. Congiurarono contro di lui e lo uccisero”. Caravale M., La feudalità nella Sicilia Normanna, cit., pag. 44-45.

Anteprima della Tesi di Domenico Ferraro

Anteprima della tesi: Il grano in Sicilia nei secoli XIII-XV, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Domenico Ferraro Contatta »

Composta da 179 pagine.

 

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