Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La crisi dell'industria discografica a seguito della pirateria e dell'effetto ''Napster'', il caso EMI

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

Capitolo I – Il panorama dell’industria fonografica nel mondo e in Italia 11 Le vicende appena narrate potrebbero apparire paradossali, ma appartengono strettamente alla natura peculiare, talora bizzarra, del mercato fonografico. Come precedentemente sottolineato si può inoltre facilmente vedere come il mercato mondiale per regione dal 1998 al 2002 non si sia sostanzialmente evoluto (vedi fig. 3 e fig. 4), e come esistano mercati non ancora raggiunti dall’industria discografica, la cui potenzialità è elevata; l’Australasia ne è forse l’esempio più chiaro date anche le attitudini economiche (e il loro recente sviluppo, es. Cina) delle nazioni che ne fanno parte; l’ingresso al loro interno non è tuttavia così semplice, a causa di barriere istituzionali e governative, della mancanza talvolta di canali di distribuzione e dell’elevato fenomeno della pirateria. Un anno cruciale per la musica e per l’industria fonografica è stato il 2001. Infatti passando ad un’analisi più generale del mercato discografico mondiale, quest’ultimo è calato del 5% in valore e del 6.5 % in unità nel 2001, a causa di una generale congiuntura economica negativa e dalla rapida diffusione delle copie digitali e della pirateria su internet. Le vendite discografiche in tutto il mondo, sempre nel 2001 sono scese complessivamente a 33.7 miliardi di dollari (rispetto ai quasi 65 miliardi del 1997). Nello stesso anno le vendite degli album, sono scesi, per la prima volta, del 5%, con un contemporaneo improvviso calo nella vendita dei singoli (-16%) e delle cassette (-10%). Questi dati di vendita sono stati diffusi da IFPI, l’organizzazione che rappresenta l’industria discografica internazionale. Nel 2001 l’industria discografica mondiale, è come se fosse stata colpita da un uragano, e su più fronti, dagli effetti combinati della masterizzazione di massa, dalla competizione con altri prodotti, dalla crisi economica generale e soprattutto dal fenomeno pirateria. I problemi dell’industria discografica non sono imputabili ad una perdita di popolarità della musica, bensì riflettono il fatto che il valore commerciale della musica è stato ampiamente svalutato dalla masterizzazione di massa e dalla pirateria musicale. L’industria discografica

Anteprima della Tesi di Alessandro Manunta

Anteprima della tesi: La crisi dell'industria discografica a seguito della pirateria e dell'effetto ''Napster'', il caso EMI, Pagina 11

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Alessandro Manunta Contatta »

Composta da 288 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 12521 click dal 11/05/2004.

 

Consultata integralmente 47 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.