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La competizione nel settore del trasporto aereo di passeggeri: strategie a confronto

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4 1.2.2 Gli accordi delle Bermuda Tra i numerosi accordi, stipulati a seguito della Convenzione di Chicago, un posto di rilievo hanno assunto i cosiddetti “accordi delle Bermuda”, firmati tra Stati Uniti e Regno Unito. Tali accordi confermavano la presenza di accordi bilaterali tra i due come cornice necessaria per l’espletamento del servizio di trasporto aereo tra i due paesi mentre, sotto il profilo tariffario, non si discostavano dal sopra menzionato principio della doppia approvazione, stabilendo che le tariffe dovevano essere fissate dalle associazioni dei vettori aerei, e precisamente dalla IATA, ed approvate, entro un periodo di tempo di solito di trenta giorni, dalle Autorità pubbliche dei due Stati capolinea interessati. Con il meccanismo della doppia approvazione si è assistito, dunque, ad una chiara distinzione di ruoli tra le associazioni dei vettori, a cui competeva la determinazione delle tariffe, e le autorità pubbliche, a cui spettavano il compiti di regolamentazione e controllo. Lo scopo era quello di cercare di garantire che i corrispettivi del servizio di trasporto, pur stabiliti dagli operatori, risultassero rispondenti all’interesse pubblico; di solito si prevedeva che la tariffa dovesse essere fissata ad un livello ragionevole, comprendente i costi operativi, più un adeguato margine di profitto, mentre alle autorità statali spettava il compito di verificare il rispetto di tali criteri di calcolo da parte della IATA. Restava, tuttavia, la difficoltà concreta di stabilire parametri obiettivi per il calcolo delle tariffe: la stessa previsione di un utile ragionevole ed adeguato poteva risultare suscettibile di differenti interpretazioni; a ciò si aggiungevano le difficoltà che le autorità pubbliche finivano inevitabilmente per incontrare nel reperire informazioni precise su tali costi. In ogni caso, attraverso il criterio della doppia approvazione si era voluta trovare una soluzione intermedia tra la rigida fissazione delle tariffe da parte dell’autorità statale e la libera determinazione delle stesse ad opera dei vettori; per poter realizzare un compromesso tra queste due differenti filosofie, gli accordi delle Bermuda contenevano clausole elaborate in termini vaghi e generici, in modo tale da potersi adattare con flessibilità alle diverse circostanze. Tali accordi hanno costituito un utile e frequente punto di riferimento nelle relazioni internazionali bilaterali concernenti lo scambio dei diritti di traffico aereo tra Stati Uniti ed altri paesi e tra questi ultimi. Intorno agli anni Settanta si è avuta una svolta in quanto si è verificata una grave recessione mondiale che ha ridotto drasticamente il numero di persone che, fino a quel momento, avevano utilizzato il mezzo aereo soprattutto per fini turistici. La crisi economica ha posto i vettori aerei in serie difficoltà finanziarie, aggravate da un improvviso ed inaspettato aumento del costo del carburante.
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La competizione nel settore del trasporto aereo di passeggeri: strategie a confronto

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Informazioni tesi

  Autore: Marco Carta
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Roma Tor Vergata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Gerardo Marletto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 195

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