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Teatro e disagio psichico

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11 Per fornire una visione completa del lavoro dei tre gruppi, ho descritto sia la parte artistica che il modo di rapportarsi alla diversità, e come essa compare nel lavoro e agli occhi del pubblico. La presentazione di questi modelli mi ha dunque permesso di illustrare diverse possibilità di sviluppo del rapporto teatro/disagio psichico, in cui troviamo però anche punti comuni: ad esempio, si nota il rispetto della diversità intesa non come minorazione bensì come possibilità di un apporto scenico fuori dei normali canoni di fruizione, tendendo verso l’esplorazione di nuovi canali di comunicazione teatrale. Adesso si pone però una questione fondamentale, a cui abbiamo accennato all’inizio: che cosa differenzia questi gruppi che portano in scena menomati, portatori di handicap, disagiati psichici dalla semplice esibizione del “freak” come poteva essere per i nani o i menomati del Circo? In che cosa si manifesta - se si manifesta - un rispetto della diversità che non riduca il tutto a semplice sfruttamento? In particolare su Delbono, che è stato apertamente accusato di speculazione all’uscita di “Barboni” nel 1997, ho riportato il dibattito che è seguito a tale episodio cercando di mostrare come non ci sia stato, secondo me, abuso alcuno (cfr. p. 78 e segg.). Si devono infatti considerare due fattori fondamentali, presenti in entrambe le compagnie professionali che ho descritto. Il primo punto riguarda ciò che definirei “etica scenica”: nelle messe in scena cui partecipano attori non normodotati, sia Toma che Delbono tengono conto della loro diversità, e per questo non li presentano tramite i soliti canali di comunicazione; è chiaro che l’attore portatore di handicap non potrà “recitare” un testo in modo canonico, quindi proporgli di sostenere una parte di un’usuale opera teatrale condurrebbe soltanto ad un fallimento (tanto più che già il teatro di entrambi i gruppi non è un teatro di testo, bensì un teatro in cui la drammaturgia è spesso ricavata da più testi che diventano pretesti per dire qualcosa d’altro). Entrambi i registi optano dunque per soluzioni di maggiore libertà, in un certo senso, anche se nel pieno rispetto di una coerenza scenica.

Anteprima della Tesi di Simona Bracaloni

Anteprima della tesi: Teatro e disagio psichico, Pagina 9

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Simona Bracaloni Contatta »

Composta da 221 pagine.

 

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