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Il riparto della funzione legislativa fra lo Stato e le Regioni ordinarie

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2 Le Regioni sono quindi un’invenzione 1 della Costituzione, una dimensione “intermedia” 2 e inedita tra le esperienze federali e l’assetto tradizionale dello Stato centralizzato con deboli autonomie amministrative 3 ; ed è affermazione generalmente condivisa dalla dottrina prevalente 4 , che la regionalizzazione dello Stato nacque dall’esigenza di creare un reale pluralismo istituzionale capace di garantire un’ampia libertà alle diverse collettività territoriali, nel perseguimento e nella gestione di interessi locali, mediante ampi poteri anche di grado legislativo 5 . 1 R. BIN, Le potestà legislative regionali, dalla Bassanini ad oggi, in Le Regioni, n. 4/2001, 614. 2 Definita così da Gaspare Ambrosini, personaggio che dominò i lavori della Costituente insediatasi nel 1946. 3 La dottrina prevalente è concorde nel concepire entrambe le forme di Stato (regionale e federale), come “sottotipi” dello Stato unitario, essendo queste formule utilizzate per descrivere il più o meno intenso grado di decentramento compatibile con la loro unità attuato all’interno degli ordinamenti statali. Si può dire, con intento esemplificativo, che la Regione equivale, nell’ordinamento di cui fa parte, alle unità costitutive dello Stato federale comunque denominate: Cantone, Land, Provincia, Stato membro. In entrambi i casi gli enti territoriali non possono essere considerati sovrani: infatti, gli organi centrali dello Stato esercitano poteri che, sia per la legittimazione loro attribuita dall’ordinamento giuridico, sia di fatto, sono superiori a quelli di ogni altro elemento dello Stato persona. Lo stesso potere dell’ente di darsi una propria Costituzione o Statuto che dir si voglia, deve essere esercitato nei limiti ad esso imposti dalla Costituzione. Sul tema , cfr. per tutti, V. CRISAFULLI, Lezioni di diritto costituzionale, I, Padova, 1970, 71 ss.; C. MORTATI, Istituzioni di diritto pubblico, Padova, II, 1976, 1511 ss.; F. CUOCOLO, Diritto regionale italiano, Torino, 1991, 3 ss.; L. PALADIN, Diritto costituzionale, Padova 1991, 51 ss.; T. MARTINES - A. RUGGERI, Lineamenti di diritto regionale, Milano, 1987, 32 ss.; R. BIN, Reinventare i Consigli, Il Mulino n. 3/2000, 456 ss. 4 Cfr., per tutti F. CUOCOLO, Vent’anni di autonomia regionale fra concentrazione e decentramento, in AA.VV., Le Regioni. Bilancio di vent’anni, Edizioni Scientifiche, Napoli 1991, 21 ss. e P. CARETTI, Il nuovo assetto delle competenze normative, in AA.VV, Le autonomie territoriali: dalla riforma amministrativa alla riforma costituzionale, G. BERTI e G.C. DE MARTIN (a cura di), Milano 2001, 57 ss. 5 Cfr. in proposito E. FOLLIERI, L’organizzazione amministrativa degli enti pubblici territoriali e degi altri enti pubblici, in AA.VV., Diritto amministrativo, Bologna 2001, 688, l’autore evidenzia come la varietà dei tipi di enti pubblici non rispecchia alcun disegno se non l’”espressione del momento storico e delle necessità e interessi che si intendevano soddisfare quando sono stati istituiti”, esigenze che pongono il “nuovo” lasciando il “vecchio”; A. RUGGERI, Neoregionalismo, dinamiche della normazione, diritti fondamentali. Relazione al Convegno su “Regionalismo differenziato: il caso italiano e spagnolo”, Messina 18-19 ottobre 2002, in rete: www.associazionedeicostituzionalisti.it, ritiene che l’autonomia “realizza se stessa col fatto stesso di mostrarsi, ad un tempo, e nella stessa misura, adeguata ai bisogni emergenti nel territorio ed ai valori coi quali essa fa sistema, al punto di incidere sul modo stesso con cui i bisogni si formano e manifestano, indirizzandoli naturalmente verso i valori ed obbligando i valori stessi (e i principi che ne sono espressione) a piegarsi sui bisogni, vale a dire a caricarsi di significati idonei ad offrire la massima, alle condizioni storicamente date, protezione ai bisogni”.
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Il riparto della funzione legislativa fra lo Stato e le Regioni ordinarie

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Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Ciliberti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Foggia
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Marco Olivetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 168

FAQ

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