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I diritti speciali ed esclusivi nei servizi di interesse generale tra ordinamento comunitario ed evoluzione normativa interna

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2 Una prima definizione normativa è stata offerta da due direttive del 1990, riguardanti rispettivamente la fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni e la liberalizzazione dei servizi 2 , che li descrivono come quei “diritti concessi da uno stato membro o da un’autorità pubblica ad uno o più organismi pubblici o privati mediante ogni strumento legislativo, regolamentare o amministrativo che riservi loro la fornitura di un servizio o la gestione di una determinata attività.” Dalla lettura di questa definizione si nota come i due diritti fossero trattati allo stesso modo. Tale impostazione era conseguente ad una vecchia interpretazione dell’art. 86 (ex art. 90) del Trattato, secondo la quale i diritti speciali erano omologati a quelli esclusivi poiché entrambi produttivi d’effetti analoghi sulla concorrenza. Per i sostenitori di questa tesi, essi fungono come strumento di controllo diretto o indiretto dello Stato sulle imprese beneficiarie, consentendo di aggirare le norme del Trattato. L’unica differenza sta nell’aspetto quantitativo, cioè nel numero di titolari, molteplice nel caso di diritti speciali ed unico nel caso dei diritti esclusivi, ma identico è il fine: escludere le altre imprese dall’esercizio di una determinata attività economica 3 . Tuttavia la Corte di giustizia, che invocava da molto tempo una soluzione al problema definitorio, annullò parzialmente la direttiva a causa della mancata precisazione sull’illegittimità dei diritti speciali, dovuta all’immotivata 2 Così l’art. 2 della Direttiva 90/387/CEE del 28 giugno 1990, relativa alla fornitura di una rete aperta di telecomunicazioni (ONP), e l’art. 2 della Direttiva 90/388/CEE del 28 giugno del 1990, relativa alla concorrenza nel mercato dei servizi di telecomunicazione. Altre Direttive hanno affrontato in modo analogo il problema, come la 88/301/CEE del 16 maggio 1988, relativa alla concorrenza sui mercati dei terminali di telecomunicazione e la 90/531/CEE del 17 settembre 1990, relativa agli appalti pubblici nei settori esclusi, la quale fu poi ripresa dalla 93/38/CE del 14 giugno 1993. 3 Al riguardo si veda PAPPALARDO, Art. 90, in Trattato istitutivo della CEE – Commentario, 1965, p. 685 e anche PAIS ANTUNES, L’article 90 du traité CEE, in Rev. trim. droit eur. 1991, p. 193.
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I diritti speciali ed esclusivi nei servizi di interesse generale tra ordinamento comunitario ed evoluzione normativa interna

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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Ceresani
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2002-03
  Università: Università degli Studi di Macerata
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa
  Relatore: Alessandro Lucchetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 216

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