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Luogo e pensiero del sogno. Itinerario morantiano.

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7 non si presenta in forma di raccolta di lettere non spedite, ma con gli attributi distintivi del genere diaristico cui pertiene, non proponendosi mero taccuino di vita o fatti personali, ma avventuroso diario del sogno, anzi dei sogni; tale distinzione è segnalata reiteratamente dalla scrittrice stessa con la definizione ontologica La vida es sueño, presa a prestito da Calderón de la Barca, e con la dicitura Libro dei sogni che ricorda la sistematica trattazione di Artemidoro. Nel diario sono contenuti pensieri estetici - «colori, luci, sensualità e angoscia» 4 - sull’etimo dell’invenzione quale memoria dei sogni, mentre che per gli elementi di dettaglio (descrizioni di luoghi, di circostanze), sono molte le analogie con i precedenti racconti pubblicati su periodici. La scrittura privata, oltre il fittizio interlocutore Antonio, è motivata da una profonda necessità di indagine introspettica, in un tumulto drammatico di contrari, nell’alternanza tra risolutezze e umilizioni, si scopre una coraggiosa consapevolezza di sé, il «sapere di essere», che spiega l’eccezionalità del diario. C’è tutto «un passato, una memoria» 5 che appartiene alla rappresentazione del luogo e del pensiero del sogno, e che «forse il segreto dell’arte sia qui? Ricordare come l’opera si è vista in uno stato di sogno, ridirla come si è vista, cercare soprattutto di ricordare. Che forse tutto l’inventare è ricordare» 6 . Sul palcoscenico di tali processi notturni reminescenze improvvise riaprono paesaggi ed eventi rimossi: i visi materni, le cattedrali del romanzo, oppure suggestive visioni, come il sogno della morte di un 4 E. MORANTE, Diario 1938, a cura di A. Andreini, Torino, Einaudi, 1989, 24. 5 Ivi, 17. 6 Ivi, 20.

Anteprima della Tesi di Adriana Pasqualina Ciboddo

Anteprima della tesi: Luogo e pensiero del sogno. Itinerario morantiano., Pagina 7

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Adriana Pasqualina Ciboddo Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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