Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Movimenti transfrontalieri di organismi geneticamente modificati: protocollo di Cartagena e norme dell'OMC

L'anteprima di questa tesi è scaricabile in PDF gratuitamente.
Per scaricare il file PDF è necessario essere iscritto a Tesionline.
L'iscrizione non comporta alcun costo. Mostra/Nascondi contenuto.

9 protocollo di Cartagena quindi i prodotti secondari, come l’olio di semi di mais transgenico o il ketchup ottenuto da pomodori geneticamente modificati 20 . Il protocollo di Cartagena, che rientra tra gli strumenti giuridici di diritto internazionale dell’ambiente, fissa alcuni requisiti necessari affinché il trasferimento degli LMOs possa considerarsi sicuro per la biodiversità, esso non riguarda che marginalmente la salute dell’uomo. In particolare, esso dispone (ma solo per una minima parte degli LMOs di cui si occupa) che lo Stato esportatore notifichi, prima del movimento transfrontaliero, allo Stato importatore l’intenzione di procedere al movimento stesso e che lo Stato attenda l’autorizzazione a procedere. La notifica è accompagnata dalla valutazione del rischio per l’ambiente. Una volta autorizzata la loro importazione nel paese, gli LMOs dovranno essere etichettati secondo le modalità previste dal protocollo stesso, in modo che sia possibile risalire al produttore e che sia indicato che si tratta di organismi geneticamente modificati. Fondamentale è il riconoscimento da parte del protocollo di Cartagena del principio di precauzione, reso operativo grazie ad una norma che permette allo Stato importatore di prendere adeguati provvedimenti (fino al divieto di importazione) nel caso in cui manchi la certezza sul piano scientifico riguardo agli effetti negativi sulla biodiversità dovuti all’organismo in questione. La disciplina prevista dal protocollo, descritta in dettaglio nel secondo capitolo, si sovrappone a quella del più generale diritto del commercio internazionale, costituita principalmente dagli accordi commerciali adottati nel quadro dell’organizzazione mondiale del commercio (World Trade Organization, WTO) 21 , ponendosi potenzialmente in contrasto con essa. Gli accordi del WTO, infatti, tendono a considerare i requisiti del genere richiesto dal protocollo un ostacolo al libero commercio e, dunque, pongono severe regole per il loro utilizzo. In particolare, gli Stati membri del WTO temono che le misure di tutela dell’ambiente possano celare misure protezionistiche. Nel caso degli OGM, gli Stati produttori ed esportatori temono che l’applicazione del protocollo di Cartagena, nonostante la sua natura di strumento di tutela dell’ambiente, possa bloccare o ridurre le vendite di OGM, provocando loro un grave danno economico. Inoltre, essi ritengono che la chiusura verso i prodotti transgenici non sia altro che un modo per favorire le produzioni nazionali di prodotti 20 V. infra, cap. 2 par. 9. 21 V. infra, par. 3.

Anteprima della Tesi di Carlo Maria Vincenzo De Naro Papa

Anteprima della tesi: Movimenti transfrontalieri di organismi geneticamente modificati: protocollo di Cartagena e norme dell'OMC, Pagina 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Carlo Maria Vincenzo De Naro Papa Contatta »

Composta da 200 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2426 click dal 27/05/2004.

 

Consultata integralmente 14 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.